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Confisca da 7 milioni a imprenditore di Rosarno

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Guardia di Finanza e Carabinieri eseguono la confisca definitiva di beni riconducibili a un imprenditore imputato per intestazione fittizia


 Militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri durante un’operazione di confisca patrimoniale a Reggio Calabria


6 maggio 2026



Oltre 7 milioni di euro tra immobili, terreni, conti correnti e una cooperativa agricola sono stati confiscati definitivamente a un imprenditore di Rosarno, nel Reggino, imputato per intestazione fittizia di beni. Il provvedimento è stato eseguito dai Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Reggio Calabria su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione della Corte d’Appello reggina.



Le indagini della Dda di Reggio Calabria

L’operazione nasce dagli accertamenti patrimoniali delegati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e rappresenta l’esito economico-finanziario delle attività investigative denominate “Handover-Pecunia Olet” e “Faust”.

La prima inchiesta era stata condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, mentre la seconda dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Reggio Calabria.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’imprenditore avrebbe attribuito fittiziamente la titolarità di società e immobili a tre prestanome, con l’obiettivo di sottrarre il patrimonio a eventuali sequestri e misure di prevenzione patrimoniali.



Il sistema delle intestazioni fittizie

Gli investigatori ritengono che il sistema sarebbe stato ideato con il supporto di un commercialista di fiducia. L’imprenditore, infatti, risultava già destinatario in passato di due condanne per reati associativi e di misure di prevenzione personali e patrimoniali.

Nel comunicato viene inoltre evidenziata una presunta contiguità con la cosca Pesce di Rosarno, circostanza che avrebbe esposto il proposto al rischio di ulteriori provvedimenti di natura patrimoniale.

La Procura precisa che gli elementi raccolti dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie.



Quali beni sono stati confiscati

La Sezione Misure di Prevenzione della Corte d’Appello di Reggio Calabria, su richiesta della Procura Generale, ha disposto la confisca definitiva di un articolato patrimonio.

Bene confiscato

Dettagli

Cooperativa agricola

Intero compendio aziendale

Terreni

2 appezzamenti

Immobile commerciale

1 struttura ad uso commerciale

Fabbricati

4 immobili tra Rosarno e Tropea

Rapporti finanziari

Conti bancari e disponibilità economiche

Il valore complessivo dei beni confiscati supera i 7 milioni di euro.



Operazione coordinata tra Guardia di Finanza e Carabinieri

L’esecuzione del provvedimento ha visto impegnati i militari della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria, nell’ambito delle attività di contrasto ai patrimoni illecitamente accumulati e alle intestazioni fittizie riconducibili alla criminalità organizzata.

L’attività rientra nelle misure di prevenzione patrimoniali previste dalla normativa antimafia, finalizzate ad aggredire i patrimoni ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati o riconducibili a soggetti considerati socialmente pericolosi.



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