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Rinnovato il rito dell'accensione della lampada votiva per San Francesco Paola

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Occhiuto al Santuario di Paola: fede, unità e impegno civile per la Calabria


Cerimonia accensione lampada votiva nel Santuario di San Francesco di Paola con autorità e sindaci

3 maggio 2026


La Calabria rinnova il proprio legame con San Francesco di Paola nel Santuario del patrono regionale. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha partecipato all’accensione della lampada votiva, momento centrale della festa, davanti a sindaci, autorità e cittadini. Nel suo intervento ha richiamato fede, responsabilità pubblica e unità.



Il significato della lampada votiva a Paola

La cerimonia nel Santuario di Paola ha rappresentato uno dei momenti più intensi della festa dedicata al Santo patrono della Calabria e della gente di mare. Alla presenza di autorità religiose, civili e militari, il presidente Roberto Occhiuto ha scelto un intervento improntato alla dimensione istituzionale e personale.

Ha evitato temi amministrativi, annunciando però un prossimo ritorno in città per affrontare questioni legate a infrastrutture e sanità, tra cui porto ed emodinamica dell’ospedale locale.



Il discorso di Occhiuto: memoria, fede e responsabilità

Il legame tra Calabria e San Francesco

Il cuore dell’intervento è stato il rapporto tra la Calabria e il suo patrono.«È il momento invece di esprimere a nome della Regione, come presidente della Regione – ha detto Occhiuto - la riconoscenza per la comunità di Paola, per le cittadine e i cittadini di Paola che hanno conservato in questi anni la memoria del nostro Santo».

Il presidente ha ricordato anche la propria esperienza personale:«Per me è la quinta volta che mi trovo qui ad accendere la lampada», sottolineando l’emozione legata ai luoghi francescani e al senso di pace che il Santuario rappresenta per molti calabresi.



Il messaggio politico: governare come condivisione

“La carità è condivisione, non concessione”

Nel passaggio più politico, Occhiuto ha collegato il messaggio religioso all’azione amministrativa:«San Francesco è stato un uomo concreto. Ha parlato ai potenti senza timore, ha difeso i deboli, ha costruito ponti tra le persone».

Da qui il richiamo alla responsabilità di governo:«La carità non è dire ti do, ma dire siamo insieme».

E ancora:«Governare non significa esercitare un potere, ma significa condividere un destino».


Calabria tra unità e sfide strutturali

Il presidente ha evidenziato la necessità di superare divisioni:«La Calabria ha bisogno di unità, di responsabilità, di fiducia».

Non è mancato il riferimento ai problemi strutturali, compreso il contrasto «all’illegalità, ai poteri mafiosi», affiancato però da una visione positiva del territorio:«La Calabria è una terra straordinaria […] soprattutto quando sa ritrovarsi unita».



I protagonisti della cerimonia e i simboli di legalità

Alla celebrazione hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali e del territorio.

Partecipanti

Ruolo

Giuseppe Campisi

Sindaco di Ardore

Giuseppe Ramundo

Sindaco di Cerchiara di Calabria

Gregorio Gallello

Sindaco di Gasperina

I sindaci hanno offerto l’olio votivo, ricevendo in dono una pianta d’ulivo e un’immagine del Santo.

Particolarmente significativo il contributo della Polizia di Stato, con l’olio proveniente da Capaci, simbolo della memoria delle vittime di mafia, versato dal questore di Cosenza, Antonio Borelli.

Presente anche Coldiretti Calabria, con il presidente Franco Aceto, insieme all’assistente spirituale don Fabio De Santis e a Francesco De Boni.



La celebrazione e l’augurio ai giovani

La cerimonia si è conclusa con la messa presieduta da padre Gregorio Colatorti, padre generale dell’Ordine dei Minimi.

Nel finale, il presidente Occhiuto ha affidato alla lampada un messaggio rivolto ai più giovani:che la luce di San Francesco accompagni «la vita dei bambini e dei ragazzi della Calabria», affinché possano crescere nella propria terra e contribuire a costruire «una Calabria ancora più giusta, ancora più forte, ancora più straordinaria».




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