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Cetraro, dopo l'omicidio: le reazioni politiche

Cetraro, dopo l'omicidio: le reazioni politiche. Intervengono "Cetraro in Azione" e "Cetraro Attiva"


Cetraro, dopo l'omicidio: le reazioni politiche. Intervengono "Cetraro in Azione" e "Cetraro Attiva"

CETRARO – 13 nov. 23 - “Mentre la città annega i nostri amministratori tentano di tenersi a galla”. Il gruppo di “Cetraro in Azione” interviene in un periodo particolare per la città tirrenica. E, senza equivoci, il gruppo di “Cetraro in Azione” afferma: “La città vive il suo momento peggiore degli ultimi 15 anni”. Politica ed eventi di stampo 'ndranghetistico fanno parte della nota di Cetraro in Azione per spiegare i motivi “dell'annegamento”. “E’ una questione di sensibilità, di approccio, di stile, di responsabilità. Da qualche mese – scrivono - il sindaco, insieme al suo partito, il Pd, sta tentando di puntellare la propria maggioranza alla luce degli insuccessi amministrativi e politici che hanno determinato un crollo del gradimento tra i cittadini e con l’intento di neutralizzare le pur fievoli voci di dissenso all’interno della giunta stessa. E mentre la città è spenta nel senso vero della parola, perché interi quartieri sono al buio; mentre la città annega come dimostrano le foto; mentre si consuma un omicidio in chiaro stile ‘ndranghetistico, il sindaco che fa? Convoca una riunione di maggioranza per discutere dei futuri equilibri politici. Incredibile”.



La vede diversamente il gruppo di “Cetraro in Azione” che afferma: “In altri tempi si sarebbe convocata una sorta di Gabinetto di Guerra per ciò che è successo, invece si è preferito continuare nel tentativo di mantenersi a galla. La gente è atterrita, spaventata, terrorizzata e chi ha responsabilità di governo cosa fa? Si avventura in comunicati che non sapremmo definire, del tipo: “Reagiamo insieme”. Con chi? Chi guida questa reazione? A chi è rivolta? Qual è la proposta?

Il nulla. Eppure nei mesi scorsi si era deciso di nominare una delegazione consiliare che affrontasse il problema della caserma dei carabinieri. Nulla”.

A questo punto l'attacco politico: “Ci chiediamo se non sia il caso che il consiglio comunale si sciolga e si dia ai cittadini l’opportunità di tornare al voto scegliendo una classe dirigente all’altezza magari frutto di una coalizione trasversale che affronti l’emergenza che ha spinto la città nel baratro. Sia chiaro: non riteniamo che il consiglio comunale o l’amministrazione siano causa di tale drammaticità; al contrario, abbiamo sempre chiesto che di fronte all’emergenza fosse necessario rispondere con strumenti istituzionali d’emergenza attraverso una corale responsabilità chiamando ad uno sforzo collettivo le migliori esperienze e intelligenze.



La risposta, in tutta sincerità, è stata davvero mediocre. Insomma, mentre la città spegne le luci della speranza annegando, il sindaco tenta di tenersi a galla attraverso operazioni politiche di trasformismo che appaiono in contrasto con il momento tragico che stiamo vivendo; ed invece di convocare tutte le forze politiche, sindacali, culturali e religiose per una discussione vera, senza passerelle o sfilate, convoca una riunione di maggioranza per tentare di bivaccare altri due anni. Allora, forse è giunto il momento che chi ha maggiore peso politico esca allo scoperto, raccolga un po' di coraggio e faccia prevalere la propria responsabilità sapendo che “Cetraro in Azione” sarà al suo fianco”.



 

CETRARO - “Abbandonati”. È questa la lettura “politica” del gruppo “Cetraro Attiva” del grave momento che la città sta attraversando dopo l'omicidio di Alessandro Cataldo avvenuto sulla strada litoranea nell'abitato cittadino. Cetraro Attiva lancia la riflessione: “Certamente nessuno avrebbe immaginato, neppure la mente più fantasiosa o macabra del paese, che un così efferato omicidio potesse consumarsi, in prima serata, davanti ad un locale pubblico, in una strada tra le principali vie di collegamento. Eppure, è la cronaca di una tragedia annunciata per un paese che è stato abbandonato a sé stesso dalle istituzioni statali (e regionali)”. La discussione ruota sempre sul punto della necessità di maggiori controlli.



“Non più tardi dello scorso giugno, in occasione della cerimonia commemorativa al compianto Giannino Losardo – scrive Cetraro Attiva - si è invocata la necessità della presenza sul territorio delle istituzioni, e specificatamente delle forze dell'ordine, a garanzia e presidio di una legalità che è restia a radicarsi negli ambienti in cui sopruso e malaffare continuano a ricavare linfa vitale proprio dall'assenza del potere costituito. E' un cane che si morde la coda, e a farne le spesse sono tutti i cetraresi, che dall'altra sera sono ancora un pò più orfani di quello Stato sovrano che, anziché proteggerli, continua a latitare, manifestandosi solo e sempre più sporadicamente”. Aggiunge Cetraro Attiva: “Il destino sembra, stavolta, essersi voluto divertire addirittura "sbeffeggiando" le forze dell'ordine e con esso lo Stato tutto che quella sera erano schierate, in maniera insolita, per un'operazione denominata "Alto impatto", in un servizio di perlustrazione straordinaria del territorio, a circa 500 metri dal luogo in cui, in quello stesso momento, si stava consumando un così vile gesto, che ha carambolato tutti e tutto all'indietro di almeno 40 anni”. Perchè una tragedia annunciata? Lo spiega lo stesso gruppo di Cetraro Attiva: “Perchè noi siamo fermamente convinti – scrive - che se la decima parte di quelle macchine e di quegli uomini in divisa fosse stata presente sul territorio, impegnata in un regolare servizio (e non solo per un evento più unico che raro) oggi Cetraro non sarebbe al centro di questo fatto di cronaca. E tutti i cetraresi potrebbero dirsi più sereni e soprattutto sicuri.



Abbiamo più volte espresso la necessità, da parte delle istituzioni governative preposte, di attenzionare la “Nuova Caserma dei carabinieri” che rimane uno statico soprammobile del nostro lungomare. Avremmo dovuto ribellarci alla plastica e decisa conferma che, per le solite secche burocratiche, amministrative del sistema, il complesso strutturale destinato a caserma è da destinarsi ad altro uso. Dovremmo ribellarci per la risicata presenza degli uomini di pubblica sicurezza sul territorio cetrarese, nonostante le rassicurazioni ricevute dagli organi rappresentativi delle forze dell’ordine.

Avremmo dovuto ribellarci a quei politici che ci rappresentano negli apparati dello Stato di cui attendiamo “le giornate della legalità”. Avremmo dovuto essere più sensibili nei confronti della scuola e della chiesa, fucine di nuove generazioni, che educano alla legalità. Ed è inutile nasconderci. Un problema così oneroso, da un punto di vista sociale, di emergenza/urgenza, non può essere risolto dai soliti comunicati in ciclostile, figli del tutto e pieni del niente”. La conclusione “Pretendiamo un ascolto concreto che si traduca in azioni di contrasto alla criminalità. Questo è il messaggio che da qui lanciamo. Lo dobbiamo ai nostri figli per un futuro che non si ingrigisca come le mura di una caserma”.



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