Belvedere, omicidio Dimova: per l'imputato Renda chiesto l'abbreviato condizionato

L'avvocato Alberto Grimaldi ha chiesto l'abbreviato condizionato per Andrea Renda, imputato nel processo per l'omicidio della bulgara Amelia Dimova, avvenuto a Belvedere Marittimo il 30 agosto scorso


BELVEDERE – 31 mar. 21 - Potrebbe intraprendere una strada alternativa il processo per l'omicidio della donna bulgara di Belvedere Marittimo, Aneliya Dimova, massacrata nella sua abitazione nella notte del 30 agosto scorso. Era stata fissata per il 3 maggio la prima udienza del processo in Corte d'Assise. Al momento l'udienza programmata è stata annullata in quanto l'avvocato Alberto Grimaldi, difensore dell'unico imputato, Giuseppe Andrea Renda, 32 anni, di Belvedere Marittimo, ritenuto responsabile del grave fatto di sangue, ha chiesto di tenere il processo seguendo il rito del cosiddetto “abbreviato condizionato”. Il rito abbreviato condizionato si svolge quando la richiesta dell'imputato è subordinata a un'integrazione probatoria necessaria per la decisione. In questo caso, l'avvocato Alberto Grimaldi potrebbe portare in aula la richiesta di una perizia psichiatrica per il suo assistito. Nei prossimi mesi, quindi il futuro dell'imputato dipenderà dalle varie decisioni che verranno prese nella fase iniziale.



Sarà certamente difficile poter schiodare le prove raccolte nella fase di indagine dai carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Andrea Massari. L'udienza per discutere la richiesta dell'abbreviato condizionato è stata fissata per il prossimo 14 aprile davanti al Gip del Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi il figlio della vittima dell'omicidio, Ivan Dobri Dobbrey, era pronto a costituirsi parte civile, assistito dall’avvocato Eugenio Greco del foro di Paola.

Su Andrea Renda grava la pesante accusa di essere l'autore materiale dell'omicidio di Aneliya Dimova, avvenuto “per futili motivi” con l'uso di un “arma”, una bottiglia di whisky con la quale l'assassino ha fracassato il cranio della vittima. Come è stato ribadito varie volte, gli elementi raccolti a carico dell'indagato dai carabinieri della compagnia di Scalea, con l'ausilio dei militari del Ris di Messina e dei colleghi del comando provinciale di Cosenza, poggiano su solide basi, tant'è che dopo soli 16 giorni dall'omicidio è stata decisa la custodia cautelare in carcere per Andrea Renda. Agli atti ci sono immagini tratte dai sistemi di videosorveglianza, impronte dattiloscopiche, elementi recuperati dalle connessioni telefoniche dei cellulari che sembrano far quadrare il cerchio.



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