Belvedere, ipotesi voto di scambio: l'ex sindaco Granata non deve andare in carcere

Il Tribunale di Catanzaro rigetta il ricorso del Pm e conferma la decisione del Gip di non procedere con la misura cautelare restrittiva per l'ex sindaco di Belvedere Marittimo, Enrico Granata, indagato nell'inchiesta sull'ipotesi di voto di scambio

BELVEDERE – Il tribunale di Catanzaro, seconda sezione penale, presidente Valea, ha deciso con ordinanza sul ricorso della Procura della Repubblica di Paola contro la decisione del Gip sul rigetto dell'applicazione della misura cautelare in carcere per l'ex sindaco Enrico Granata. In definitiva, il collegio del Tribunale di Catanzaro ha condiviso le valutazioni espresse dal Gip del tribunale di Paola “in punto di valutazione prognostica del rischio di recidivanza e in materia di pericolo di inquinamento probatorio”. L'ex sindaco Enrico Granata è assistito dall'avvocato Amerigo Cetraro. Secondo il tribunale di Catanzaro, i fatti per cui si procede, lontani nel tempo, l'assenza di carichi pendenti o precedenti giudiziari “per delitti della stessa indole” non appaiono significativi nella prospettiva della reiterazione del reato.



Non ci sarebbero, secondo il tribunale, neanche prove concrete di pericolo che l'ex sindaco Granata possa continuare a porre in essere condotte della setssa specie. Per questi ed altri motivi, il tribunale ha rigettato l'appello della procura ed ha confermato l'ordinanza impugnata che non prevedeva per l'indagato misure cautelari restrittive. Per il procedimento in corso vengono contestati i reati di “Corruzione e voto di scambio”, a vario titolo ed anche turbata libertà del procedimento. Il Gup del tribunale di Paola, Roberta Carotenuto, ha fissato per il prossimo 30 settembre, a partire dalle ore 10.00, l'udienza preliminare a carico dei sette indagati. Le indagini sono state coordinate nei mesi scorsi direttamente dal procuratore capo Pierpaolo Bruni e dalla sostituta, Rossana Esposito.

Gli indagati sono: Enrico Granata, 64 anni, ex sindaco di Belvedere Marittimo; Antonietta Grosso Ciponte, 35 anni, responsabile dei settori III e IV al comune di Belvedere; Santino Stumbo, 54 anni, all'epoca dei fatti consigliere di maggioranza; Vincenzo Grosso Ciponte, 72 anni; Ciriaco Grosso Ciponte, 70 anni; tutti di Belvedere Marittimo; Alfonso Alimena, 74 anni, di Aprigliano; Massimiliano Pepe, 51 anni di Paola, responsabile del settore del personale. I fatti risalgono al 28 e 29 settembre 2018. Come si ricorderà, nell'anno successivo, l'8 aprile del 2019, quando ancora Enrico Granata era sindaco, vennero effettuate delle perquisizioni da parte della Guardia di finanza. Belvedere Marittimo.



Secondo il giudice di prime cure, non c'è il rischio concreto e attuale di inquinamento delle fonti di prova, anche attraverso versioni concordate o di comodo tra gli indagati, poiché questi sono stati già interrogati dal pm e sono stati acquisiti in copia tutti gli atti amministrativi relativi alla vicenda oggetto di indagine.

Enrico Granata, nella sua qualità di sindaco pro tempore, secondo le ipotesi formulate, avrebbe compiuto atti contrari ai propri doveri di ufficio. Avrebbe accettato la promessa di procacciamento di voti in suo favore in occasione di future tornate elettorali, da parte di Vincenzo Grosso Ciponte e Ciriaco Grosso Ciponte e avrebbe ricevuto, quale ulteriore corrispettivo per il compimento di tali atti, somme di danaro indebite da parte di Antonietta Grosso Ciponte. Tutti fatti che verranno analizzati nel corso dell'udienza di settembre e sui quali deciderà il Gup.



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