Belvedere, elezioni: a Pd e gruppi civici non piace la decisione "unilaterale” su Massimilla

Pd, costituente Ms e Gruppi civici non parteciperanno a confronti con altri aspiranti



BELVEDERE – 26 feb. 22 - La “base” del Pd e la costituente MS, insieme ai gruppi civici Belvederecambiaverso e Belvederegiovani, è intervenuta sul tema delle prossime elezioni amministrative. I gruppi hanno “preso atto” delle decisioni della compagine “Impegno Comune”. Il gruppo come preannunciato ha indicato l'avvocato Ugo Massimilla, quale coordinatore, ma anche quale probabile candidato alla carica di sindaco di Belvedere. Il Pd e i gruppi civici, evidenziano la decisione di “non partecipare a confronti con altri aspiranti, anche condividendone linee d'azione e idee.


Ci colpisce – si legge in una nota - l’insensibilità di non cogliere persino l’accoratezza di un appello denso di umanità e linearità politica come quello di Franco Perre”. Quest'ultimo aveva scritto una nota indirizzata direttamente ad Ugo Massimilla, nella quale, pur apprezzando le doti del futuro candidato pone “il problema fondamentale delle alleanze e dei progetti. Con chi e per fare cosa. Alle alleanze muscolari – scriveva Perre - ho sempre privilegiato le alleanze delle idee e in una stagione politica in cui tutto e il contrario di tutto pare sia possibile non mi sembra una distinzione da poco conto. Belvedere è ferma da troppo tempo e l’immobilismo oggi è foriero di inevitabile regresso.


Tutti affermano di mettersi in gioco per superare l’attuale stallo, “per il bene del paese” direbbe un noto politico regionale. L’apparato amministrativo è arrivato al punto di non essere in grado di cambiare una lampada di un organo illuminante. Sembra una esagerazione, ma purtroppo è la realtà”. Per il Pd e i gruppi civici: “Confronti e dialogo avrebbero dovuto convergere su un candidato che potesse rappresentare l’intero campo progressista, portavoce di tanti cittadini che aspettano da troppo tempo un vero e proprio cambio, un autentico rinnovamento. Anche noi lo vogliamo e ci chiediamo: dove sarebbe il rinnovamento di cui si parla? Non fa parte delle "vecchie logiche" costituire un gruppo e mettersene a capo senza confrontarsi? Per di più, non dando ascolto a chi dovrebbe essere, in quel gruppo, parte attiva e non semplice comparsa. Constatiamo dunque, con amarezza, che si vuole restare sordi all'invito, alla riflessione e all’unità”.



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