Belvedere, dopo dimissioni: le reazioni della politica locale

Si registrano commenti e polemiche dopo le dimissioni dei sette consiglieri che hanno provocato la fine dell'amministrazione Cascini


BELVEDERE – 23 ago. 21 - Inevitabili e scontate le reazioni pubbliche dopo lo scioglimento del consiglio comunale con a capo il sindaco Vincenzo Cascini. Le motivazioni pubbliche della rottura sono ormai note a tutti. Se invece ci sono altre questioni relative a divergenze personali, forse, i cittadini resteranno all'oscuro per molto tempo. Intanto, i consiglieri di maggioranza: Salvatore Cetraro,

Vincenzo Cristofaro, Francesca Impieri, Marco Liporace e Maria Rosa Scavella rinnovano già da ora la fiducia al sindaco Cascini. Per chi ha invece abbandonato la maggioranza firmando le dimissioni insieme ai quattro delle opposizioni non resta che una spiegazione, secondo i firmatari del documento: “il tradimento del mandato elettorale”.



“Una iniziativa vile ed irresponsabile – scrivono Cetraro, Cristofaro, Impieri, Liporace e Scavella - portata avanti dai tre consiglieri di maggioranza, Carrozzino, Spinelli e Scoglio, cui ha prontamente aderito una minoranza compatta, ancora convalescente dalla batosta giudiziaria infertale dalla Corte d’Appello in ordine alla pretesa ineleggibilità del sindaco. Una scrittura privata che ha consentito ai sette consiglieri di sfuggire all’obbligo di motivare in consiglio comunale una eventuale mozione di sfiducia e che dimostra, appunto, l’inesistenza di fondate ed oggettive ragioni politiche. E se non esistono ragioni politiche è consequenziale concludere che le ragioni devono essere ricercate in ambizioni, interessi ed obiettivi personali, o anche ordini superiori, che mal si coniugano con il mandato elettorale. È evidente – scrivono - quindi, che l’iniziativa dei tre consiglieri transfughi di maggioranza non consiste in un tradimento nei confronti del sindaco, né dei colleghi consiglieri di maggioranza, bensì in un tradimento del mandato elettorale ricevuto”. Ma anche la minoranza, che ha contribuito alla fine del mandato elettorale del sindaco Cascini, secondo i consiglieri Cetraro, Cristofaro, Impieri, Liporace e Scavella è responsabile del commissariamento.



La presenza di un funzionario alla guida di un'amministrazione non viene considerata alla stregua di un'amministrazione politica che dovrebbe ben conoscere le necessità dei cittadini amministrati e puntare l'obiettivo verso traguardi ben definiti. Secondo i firmatari del documento, le dimissioni congiunte dei sette consiglieri rappresentano un atto: “generato unilateralmente all’esterno della sede naturale, quale appunto il consiglio comunale, ove ogni diversa visione politica deve trovare il giusto dibattito nell’interesse esclusivo della collettività. Un atto, invece, sottoscritto furtivamente, alle spalle degli elettori, lacerando il senso istituzionale del mandato ricevuto”. La decisione dei sette firmatari, secondo Cetraro, Cristofaro, Impieri, Liporace e Scavella rappresenta: “Un atto che si manifesta più che altro come la realizzazione di uno spregevole progetto demolitorio, avente come obiettivo il sindaco Vincenzo Cascini, i cui studi preliminari sono stati avviati a redazione sin dal suo insediamento.

Una conclusione raggiunta non a seguito di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco in consiglio comunale, che avrebbe presupposto un voto per appello nominale, bensì una sterile scrittura privata autenticata innanzi ad un notaio”. Il commissariamento secondo i consiglieri comporterà, naturalmente, l’interruzione di qualsivoglia processo strategico per Belvedere: “Da questa triste pagina della politica belvederese – concludono i cinque della maggioranza - possa fiorire, tra chi vorrà accingersi a questa nobile funzione istituzionale, quel puro sentimento di servizio che, per contro, è stato ultimamente soppiantato solo ed esclusivamente da un mero personalismo”.



L'INTERVENTO DEL PD

Sulla vicenda politica interviene anche Ugo Massimilla, segretario del Pd per il quale: “si conclude una breve stagione il cui sunto è un vuoto assoluto. Risultati inesistenti o inconcludenti – sostiene Massimilla - su temi centrali per la comunità di Belvedere, come scuola, rifiuti, depurazione, illuminazione pubblica e sicurezza, disagi delle contrade, problema stadio, carenza di organico del corpo della polizia municipale. Per non parlare degli annunci: dall’acquisto del Castello al completamento della strada di Santa Lucia. Tante promesse e pochi fatti. La minoranza -aggiunge - non ha fatto altro che prendere atto della spaccatura della maggioranza consiliare, cosa consolidata e fatto politico evidente ed inequivocabile. Il senso di responsabilità al quale la minoranza è stata richiamata, è stato calpestato dalla maggioranza stessa, che navigando a vista, ha lasciato inascoltato l’appello a costituire un tavolo comune per far fronte alle emergenze e alle criticità da aggredire per il bene della collettività. La voglia di rinnovamento della ex maggioranza è naufragata quando non si è riusciti a rimuovere le incrostazioni che per anni hanno condizionato la politica belvederese”. Secondo Massimilla, adesso c'è la necessità “di attingere ad una nuova classe dirigente, dinamica ed efficiente, pronta a nuove sfide, con la consapevolezza che non esiste buona amministrazione senza la capacità della concreta risoluzione dei problemi di Belvedere Marittimo. Zaino in spalla, carico di valori e buona volontà, allacciamo le scarpe da tennis, perché c'è da correre la gara più importante per Belvedere. Quella della sua rinascita.

Noi ci siamo. Abbiamo bisogno di tutte quelle forze positive che vogliono iniziare un nuovo corso. Corriamo insieme #perBelvedere”.



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