Belvedere: "Clinica malata”: due condanne del Tribunale di Paola

Aggiornato il: 4 dic 2020

Sentenza rapida dal Tribunale di Paola, con a capo il procuratore Pierpaolo Bruni, per Ciro Rossano Tricarico e per Fabrizio Rossano Tricarico.


BELVEDERE – 1 dic. 20 – L’avevano chiamata “Clinica malata”. L’operazione della Guardia di finanza era stata definita così dai finanzieri del comando provinciale di Cosenza che avevano svolto le indagini per conto della Procura di Paola, con a capo Pierpaolo Bruni.

Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Paola, Roberta Carotenuto, ieri ha pronunziato la sentenza a carico di due indagati: Ciro Rosano Tricarico, 63 anni; e Fabrizio Rosano Tricarico, 27 anni. A entrambi erano contestati vari reati di tipo fiscale e la bancarotta fraudolenta. Per Ciro Rosano Tricarico il Gip Carotenuto ha deciso la condanna a cinque anni di reclusione; per Fabrizio Rosano Tricarico tre anni di reclusione, con la concessione delle circostanze attenuanti generiche equivalenti all’aggravante. E l’aggravante contestata agli indagati è quella di aver commesso più reati.

Entrambi dovranno rifondere le spese processuali e Ciro Rosano Tricarico dovrà anche pagare le spese della custodia cautelare. Inoltre, sempre per quest’ultimo, è stata decisa l’interdizione dai pubblici uffici e l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale. Dichiarata l’incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di cinque anni; incapace di contrattare con la pubblica amministrazione; interdetto dalle funzioni di rappresentanza e assistenza tributaria per tre anni; interdetto in perpetuo dall’ufficio di componente di commissione tributaria.

Per il secondo imputato, Fabrizio Rosano Tricarico è stata decisa l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi per tre anni. Ordinata per Ciro Rosano Tricarico la confisca di immobili fino alla concorrenza dell’importo indicato in sentenza. Entrambi sono stati assolti dal reato contestato al capo A, l’associazione per delinquere, “perchè il fatto non sussiste”; e Ciro Tricarico assolto anche al capo C “per non aver commesso il fatto”, per i reati relativi alla distruzione dei documenti, alla bancarotta fraudolenta relativa ai fatti del fallimento della società Inr.

Dichiarata cessata l’efficacia della misura cautelare degli arresti domiciliari, applicata a Ciro Rosano Tricarico, limitatamente al capo “C” per il quale è stata disposta la remissione in libertà. La clinica di Belvedere Marittimo, gestita dalla famiglia Rosano Tricarico, è stata più volte posta all’attenzione della Guardia di finanza per una esposizione che ha raggiunto, secondo i calcoli effettuati, i 97 milioni di euro.

L’attività della Guardia di finanza si è conclusa il 4 giugno scorso. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, hanno eseguito 3 misure cautelari personali e sequestri preventivi, sia in forma diretta che per equivalente, per circa 7 milioni di euro nei confronti di 4 indagati tutti legati da parentela.

L’attività di indagine, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni, con i sostituti Mariafrancesca Cerchiara e Rossana Esposito aveva anche previsto il sequestro preventivo di somme di denaro in contante e di altre disponibilità finanziarie direttamente riferibili o riconducibili a ciascun indagato. Somme che vengono richiamate anche nella decisione di ieri del Gup Carotenuto.

AL TRIBUNALE DI PAOLA PROCESSI DEFINITI IN TEMPI RAPIDI

PAOLA – indagini rapide per giungere alla conclusione dei processi in tempi molto brevi. Quest’ennesima sentenza di condanna, relativa alla vicenda della clinica Rosano Tricarico di Belvedere Marittimo, mette in rilievo due questioni importanti: la prima, è che fondi pubblici erogati alla sanità privata finivano nelle tasche di pochi e venivano utilizzati per acquisto di beni di lusso e, comunque, a danno del personale e dei servizi pubblici; la seconda questione è, invece, la conferma a quanto già noto, in riferimento alla produttività ed alla velocità dell’azione dell’Ufficio di Procura di Paola, diretto da Pierpaolo Bruni. I procedimenti penali che hanno fatto registrare emissioni di provvedimenti restrittivi, sono stati definiti in pochi mesi e quasi tutti hanno portato a condanne, facendo registrare una percentuale molto significativa: il 95 per cento. A giugno 2020 è risultato documentalmente che la durata media totale dei tempi di definizione dei fascicoli noti è di soli 140 giorni. Una gestione efficiente e produttiva, quella del gruppo di magistrati inquirenti guidati dal procuratore capo Pierpaolo Bruni, proveniente dalla Distrettuale antimafia, e sotto scorta per le gravi minacce di morte subite. Risultati, questi ultimi, pienamente condivisi con il personale degli uffici giudiziari.

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