Basta aggressioni agli uomini in divisa: manifestazione nazionale del sindacato di polizia

La Calabria, coesa come non mai, ha inviato proprie delegazioni da tutte le province

Nonostante la giornata uggiosa ed il clima autunnale di ieri, la manifestazione organizzata dal Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, insieme al LES della Polizia di Stato, al SIM Carabinieri, al SIM della Guardia di Finanza, al SAPPE della Polizia Penitenziaria ed al CONAPO dei Vigili del Fuoco, alla quale hanno aderito anche alcune altre sigle sindacali della Polizia di Stato e della Polizia Locale è stata un successo in termini partecipazione, infatti nel rispetto delle norme previste dall’ultimo DPCM, i manifestanti giunti in Piazza del Popolo da ogni regione italiana, isole comprese, hanno applaudito convintamente gli interventi dei Segretari Generali delle varie Sigle Sindacali presenti e dei leader politici che anno voluto far sentire forte la propria vicinanza ad un comparto, quello della sicurezza e del soccorso pubblico, troppo spesso lasciate allo sbando ed al pubblico ludibrio.

La Calabria, coesa come non mai, ha inviato proprie delegazioni da tutte le province - spiega il Segretario Regionale Michele Granatiero - era importante esserci per chiedere a gran voce che il disegno di legge che reca la firma del nostro Segretario Generale Aggiunto, Onorevole Gianni Tonelli, venga quanto prima calendarizzato perché è inaccettabile che l’apparato della sicurezza debba registrare nel più assoluto silenzio istituzionale un’aggressione ogni 3 ore per un totale di quasi 8 aggressioni al giorno, praticamente 235 aggressioni al mese.

Il momento storico ci chiede sacrifici a rischio della nostra incolumità e noi, senza tirarci indietro, chiediamo di operare in sicurezza per garantire sicurezza alla brava gente del paese per rendere il nostro servizio sicuro, efficace ed efficiente. Per queste ragioni contestiamo il governo che invece di fare dei passi indietro, come ha fatto con i nuovi decreti sicurezza, restituisca dignità alla nostra funzione, attraverso tutele e garanzie legali dotando il personale di (Bodycam, Taser e protocolli operativi) strumenti che restituiscano serenità agli operatori che su strada devono avere ben chiari i limiti normativi entro i quali operare, così come i cittadini conoscere le conseguenze di una determinata condotta violenta.

Senza questi strumenti, come avrebbe detto Lubrano, la domanda nasce spontanea: “CHI DIFENDE I DIFENSORI?”.

I delegati del SAP delle province calabresi, Cesare CORICA per Reggio Calabria, Sergio RIGA per Catanzaro, Francesco ZANNINO per Crotone, Giovanni MICELI per Cosenza, e Giuseppe GACCIONE per Vibo Valentia, sottolineano l’esigenza di ottenere maggiore attenzione da parte di una classe politica che dopo aver esaltato l’operato delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico nel periodo del lock-down si è poi dimenticata di quel personale che, con DPI carenti, è rimasto a presidiare il territorio. Quel personale che giornalmente gestisce in prima battuta gli sbarchi sempre più frequenti di immigrati, molti dei quali positivi al COVID 19.

Attendiamo che il governo si appresti ad aprire il tavolo del rinnovo contrattuale dopo aver appostato allo scopo adeguate risorse; chiediamo che si prosegua nelle assunzioni per tentare di ripianare gli organici alla luce di una carenza attuale complessiva di circa il 20% che andrà ad acuirsi nei prossimi anni a causa di un numero importante di pensionamenti ed infine, per garantire a questi ultimi una dignitosa pensione, appare improcrastinabile introdurre, senza ulteriori ritardi, la previdenza complementare la cui introduzione era già prevista dalla legge DINI del 1995.



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