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Aviosuperficie: questione sicurezza, il consigliere Orrico interpella il prefetto Ciaramella

Una richiesta di convocazione di una riunione per affrontare il tema relativo alla sicurezza dell'area dell'aviosuperficie. La sollecita il consigliere Orrico



SCALEA – 18 apr. 23 - Il consigliere di minoranza, Eugenio Orrico, ha inviato una richiesta al prefetto di Cosenza, Vittoria Ciaramella, su problematiche relative all'aeroporto di Scalea. Si tratta della richiesta di convocazione di un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il consigliere di minoranza spiega le ragioni di tale richiesta. “La sicurezza, il controllo ed il censimento fino al 7 marzo erano affidati al gestore operativo”. Ora, spiega Orrico: “Da oltre un mese, a seguito della decadenza del gestore, e della noncuranza da parte del sindaco di Scalea ad attuare un piano rivolto alla sicurezza per l’impiego della pista, e delle piazzole per gli elicotteri, l’aeroporto è alla mercé di chiunque voglia utilizzare la pista per scopi non legali. L’aeroporto infatti è presidiato solo per poche ore al giorno dalla società concessionaria, che non potendo gestire la pista (a seguito della richiesta di decadenza che il Comune ha inoltrato ad Enac), opera solo per le proprie attività industriali e manutentive degli aeromobili con orari diurni centrali.



Oggi l’aeroporto potrebbe essere impegnato facilmente, e senza controllo, per contrabbando ed azioni di terrorismo, anche per la sua posizione facilmente raggiungibile dal mare senza essere rintracciati delle Autorità dedite al controllo del traffico aereo (civili e militari). Inoltre – aggiunge Orrico - dato che il confine aeroportuale è protetto da una rete metallica che è interrotta in molti punti (mancato ripristino della protezione da parte della proprietà) e le strade secondarie sono attigue alla recinzione interrotta l’ingresso in aeroporto (ma soprattutto in pista!) è facilitato e non richiede alcuno sforzo da parte di malviventi. Lo stato di abbandono, anche se solo da poco più di 40 giorni, già vede il prato erboso cresciuto a dismisura, permettendo, in esso, di occultare qualsiasi merce e/o arma e/o materiale di contrabbando, negando dall’esterno anche la visibilità alla pista. Il controllo di routine operato da carabinieri e guardia di finanza locale – aggiunge Orrico - non è sufficiente ad individuare eventuali impieghi fraudolenti ed illegali, in quanto l’occasionalità del controllo deve coincidere con la flagranza del reato e deve essere anche possibile individuarlo visivamente, cose quasi impossibili da verificarsi in contemporanea. Questo aeroporto sarebbe un volano di sviluppo per la Calabria e il sud e invece ora è uno strumento per azioni illegali nelle mani di chiunque”. Da qui, la richiesta della “convocazione tempestiva del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica”.



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