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Aviosuperficie di Scalea, Paravati: tanti problemi dopo il "blitz” del comune

Aggiornamento: 28 giu

Scalea, sul tema dell'aviosuperficie interviene il consigliere di minoranza Paravati ed evidenzia i numerosi problemi sorti dopo il "blitz" contro la precedente gestione dell'amministrazione comunale


Scalea, sul tema dell'aviosuperficie interviene il consigliere di minoranza Paravati ed evidenzia i numerosi problemi sorti dopo il "blitz" contro la precedente gestione dell'amministrazione comunale

Scalea, 21 giugno 2024 – Tanti problemi nati dopo il “blitz” così viene definito sulla struttura dell'aviosuperficie di Scalea, interviene il consigliere Paravati. Con una ordinanza, oggetto fra l'altro di questioni di giustizia amministrativa, l'amministrazione comunale di Scalea, in particolare il sindaco Perrotta, ha messo letteralmente i lucchetti alla struttura ed ha cacciato chi gestiva l'aeroporto da diversi anni. Attualmente è il comune di Scalea ad avere in mano le chiavi. Il consigliere di minoranza, Angelo Paravati, capogruppo di “Per Scalea” evidenzia che: “dopo il blitz con il quale l'amministrazione è ritornata in possesso della struttura, sono nati numerosi problemi, perché la struttura non può essere abbandonata, come ad esempio – afferma il consigliere di minoranza - lo è Idea '90 al centro della città, dopo tanto tempo ancora inutilizzata e piena di sterpi”.


I beni del concessionario

Fra l'altro nell'aviosuperficie ci sono ancora alcuni beni di proprietà del concessionario, o ex concessionario. Il consigliere di minoranza Paravati, evidenzia un'altra problematica, legata anche alla presenza dei beni del concessionario: «Si sono preoccupati, il 24 aprile, di affidare la guardiania della struttura ad un'impresa per il modico costo di 10 euro oltre Iva. Rapporto che è andato avanti – racconta il consigliere - fino a quando, il 10 giugno, si sono inventati un principio di rotazione fino ad allora sconosciuto, e a questa impresa chissà perché subentra un'altra società, una società che ovviamente ha sede lontano da Scalea. Vene affidato a questa nuova società un servizio ad un costo maggiore, che lievita fino a 11,50 euro oltre Iva; ma soprattutto le viene concessa anche la sorveglianza diurna della struttura per il modico prezzo di 250 euro al giorno. Quindi, alle tasche di noi cittadini, alle casse comunali, la sorveglianza della struttura costa per 15 giorni la modica cifra di 5.700 euro».


L'accordo: "la via più semplice"


Scalea, sul tema dell'aviosuperficie interviene il consigliere di minoranza Paravati ed evidenzia i numerosi problemi sorti dopo il "blitz" contro la precedente gestione dell'amministrazione comunale

A questo punto, la domanda che pone il consigliere Paravati è questa: “Non sarebbe stato più semplice trovare un accordo con il gestore anziché cacciarlo? Non sarebbe stato opportuno utilizzare la struttura fino al cambio?”. E poi prosegue: «Sono convinto che i nostri amministratori siano meno sprovveduti di quanto si possa capire, perché per l'aviosuperficie, per la piscina, sicuramente loro hanno già pronti i sostituti. Qua bisogna capire se le operazioni, al di là di quelle che saranno le azioni giudiziarie, gestite malissimo, ma di questo parleremo a tempo debito, potranno poi portare l'utile che loro sperano». Il consigliere ricorda un evento nella vicina Maratea di alcuni giorni fa di rilevanza internazionale con personaggi giunti sul posto a bordo di elicotteri. E, tornando un po' con la mente negli anni passati, quando l'aviosuperficie di Scalea muoveva i primi passi grazie anche al contributo, economico, dei 14 comuni del Patto e della provincia di Cosenza, dalla Basilicata giungevano grandi attenzioni per la struttura, da Maratea, da Lagonegro, ma anche dai centri della bassa Campania.


La soveglianza

Ma tornando all'attuale gestione della struttura, Paravati evidenzia: «Spendere 5.700 euro per 15 giorni di sorveglianza chiaramente è indice di qualcosa che non va. Speriamo quantomeno che a questi nuovi sorveglianti vengano consegnate le chiavi e venga fatto un inventario dei beni del concessionario». Altro punto oscuro evidenziato dal consigliere di minoranza: «è stato il fatto che le chiavi venissero gestite non dalla polizia giudiziaria o dalla polizia municipale, ma dall'ufficio tecnico. Quando sono atterrati per emergenza gli elicotteri del soccorso, l'autoambulanza non è riuscita a giungere proprio nei pressi dell'elisoccorso perché era impedito l'accesso e, in molti casi, quando è arrivato poi il detentore delle chiavi, purtroppo con i suoi tempi, fortunatamente l'elicottero si era già levato in volo e aveva tentato di salvare la vita umana». E Paravati conclude: «Sono i soldi nostri che vengono sprecati per una mancanza di visione politica e di buon senso. Questo è grave».


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