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Aviosuperficie di Scalea: consegna forzata, va a vuoto il secondo tentativo del comune

Aggiornamento: 22 giu 2023

Per l'aviosuperficie di Scalea, la situazione si complica. Ortolani: "L'Amministrazione – si legge nella nota - deve attenersi alle leggi, alle norme”

Aviosuperficie di Scalea, nuovo tentativo di sfratto


SCALEA – 8 giu. 23 - Per l'aviosuperficie, un nuovo tentativo di “sfratto” della società di gestione. Prosegue il braccio di ferro fra le parti e, a quanto pare, le iniziative politiche volte a cercare di rasserenare gli animi e aprire un tavolo di trattative non sembrano essere andate a buon fine. È la società di gestione della struttura aviaria ad informare dell'ultima azione dei “tecnici” comunali. “II comune di Scalea – si legge in una nota - è venuto per un secondo accesso per la riconsegna forzata dell'aviosuperfice. I legali della società che gestisce l'aeroporto Scalea hanno, per l'ennesima volta, respinto le richieste del Comune, perché le procedure adottate non sono conformi alla legge ed alle norme.


L'Amministrazione – si legge nella nota - deve attenersi alle leggi, alle norme, ma, sopratutto, deve impegnarsi a rispettare i contratti, anche se sottoscritti da un sindaco precedente.

La causa legale che ne scaturirà non fa certo bene al territorio, che si trova con una infrastruttura importante per lo sviluppo, fermata da una scellerata "voglia di conquista" dell'aeroporto.

L'aeroporto Scalea sarà, dunque, ancora custodito e gestito in regime "provvisorio" dall'attuale gestore, fino alla consegna alla nuova società di gestione il cui socio privato sarà individuato con una gara ad evidenza pubblica, come prevede la Legge ed il contratto in essere. Faremo di tutto per ritornare operativi al servizio del territorio al più presto”.



L'ingegnere Ortolani, durante la conferenza stampa dei giorni scorsi ha ribadito più volte che da parte della società non c'è alcuna intenzione di andare allo scontro, ma si vogliono soltanto attuare le procedure previste. Più volte è stato ribadito: l'aviosuperificie non è una semplice struttura che può essere abbandonata e poi rimessa in funzione; si tratta di strutture che devono essere costantemente presidiate. Un eventuale chiusura, secondo le procedure dell'Anac, potrebbe addirittura prevedere il sezionamento della pista con scavi che renderebbero impossibile l'utilizzo.


Il movimento politico “Pensiamo a Scalea”, aveva proposto di comporre la vertenza prevedendo una serie di accordi: “Il comune concede l'uso dell'intera struttura, compresa l'area di mq 2200, su cui insistono la pompa del carburante e l’hangar, all'attuale gestore, alle condizioni in parte già indicate nella convenzione del 2006 con i necessari aggiornamenti e modifiche, autorizzando fin d'ora un’eventuale sub-concessione in favore della stessa.



Il gestore assume tutti gli obblighi già individuati nel 2006 con le ulteriori aggiunte e modifiche ritenute opportune. il gestore, inoltre, si obbliga a pagare al Comune un canone mensile di 3000 euro; a pagare quanto accreditato dal Comune ed esposto nell'istanza di ammissione al passivo al fallimento della società concessionaria dell'aria di mq 2200, su cui insistono la pompa del carburante e l’hangar; a richiedere ed ottenere dagli organi fallimentari la disponibilità di tale area di mq. 2200; al rilascio e consegna dell'intera struttura, nei modi e termini di legge, alla società che si aggiudicherà la gara, entro due mesi dalla richiesta, senza pretendere alcunché a nessun titolo, ragione o azione, nei confronti del Comune e di chicchessia”.


Come è noto, dal 7 marzo scorso l'aviosuperficie non può più essere utilizzata per l’atterraggio dei voli privati, avendone il Comune di Scalea chiesto il rilascio con conseguente decadenza del gestore. Ma soprattutto ricorda il movimento “Pensiamo a Scalea”: “tra Comune e gestore è in atto un duro contrasto, che rischia di sfociare in un lungo e costoso contenzioso, con possibili paralisi ed abbandono dell'intera area e di tutte le strutture negli anni ivi realizzate”.



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