Armi nascoste in Aspromonte: scoperto arsenale
- 6 giorni fa
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Carabinieri trovano deposito clandestino tra le pietre a Ciminà, indagini in corso nella Locride

30 aprile 2026
Un deposito clandestino di armi è stato scoperto dai Carabinieri a Ciminà (Reggio Calabria), nel cuore dell’Aspromonte, durante controlli mirati contro la criminalità. L’operazione, condotta il 30 aprile 2026, ha portato al sequestro di fucili e munizioni nascosti in un muretto a secco, pronti all’uso. Indagini in corso per individuare i responsabili.
Dove e come è stato scoperto il deposito di armi
L’intervento è stato eseguito dai militari della Stazione di Sant’Ilario dello Ionio, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, nell’ambito di servizi straordinari di controllo del territorio.
Durante un rastrellamento in un’area demaniale impervia dell’Aspromonte, i Carabinieri hanno individuato un sistema di occultamento particolarmente sofisticato:un tubo in plastica perfettamente nascosto all’interno di un muretto a secco, trasformato in un vano segreto difficilmente individuabile.
Cosa conteneva l’arsenale nascosto
All’interno del nascondiglio è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale:
Materiale sequestrato | Dettaglio |
Fucili | 2 (di cui uno artigianale) |
Munizioni | Circa 50, di vario calibro |
Secondo quanto emerso, le armi erano in ottime condizioni e perfettamente funzionanti, elemento che fa ipotizzare una disponibilità recente e una possibile destinazione operativa nel breve periodo.
Perché il ritrovamento è rilevante per il territorio
Il sequestro conferma un dato investigativo consolidato: le aree rurali e demaniali dell’entroterra aspromontano continuano a essere utilizzate come luoghi strategici per nascondere armi.
Il contesto della Locride resta sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine, anche per possibili collegamenti con ambienti della criminalità organizzata.
Indagini in corso e coordinamento della Procura
Le indagini, coordinate dall’Autorità Giudiziaria competente, sono finalizzate a:
individuare i responsabili del deposito
ricostruire la provenienza delle armi
verificare eventuali collegamenti con gruppi criminali attivi nell’area
L’operazione rientra in un più ampio dispositivo di prevenzione e repressione dei reati in materia di armi, che vede impegnati con continuità Carabinieri e Magistratura.






























