"Archimede": la "porcheria" che finiva nei campi di Buonvicino

Nelle intercettazioni emergono episodi legati allo smaltimento dei fanghi che sarebbero finiti nei terreni di uno degli indagati a Buonvicino

BUONVICINO – La “porcheria” scaricata nel terreno. Le intercettazioni che confermano altre destinazioni per i fanghi prodotti dal depuratore. A.C.: «Come devo fare che ci tengo la forestale nella terra che ci è venuto quella porcheria a scaricare ieri». P.D.S.: «Ma ce l'ha, voluta scaricare lui, io tengo il cassone a Diamante... non fate il nome mio che mi arrestano! Dici che... che è sabbia, dici ..dici., vedi che puoi dire ma, io non lo so alla strada se la doveva mettere? Non lo so». A.C. «La conoscono la porcheria capito? non è che non la conoscono». P.D.S. «Eh. l'importante che non dici che (incomprensibile) a me che io...lui l'ha voluta sennò io tengo il cassone libero a Diamante». A.C. «Sennò gli dico che la devo fare cacciare?». P.D.S.: «Eh., ma tu ...1' importante che non dici che viene da là assolutamente».



A.C.: «Non lo so mio fratello che gli ha detto, capito? Ha chiamato mio fratello nella terra hai capito?». P.D.S. «Non gli parlare di depurazione che ci arrestano». A.C. «...vediamo che possiamo fare». Sempre durante le operazioni di controllo, A.C. telefonava a P.D.S. al quale riferiva subito di non aver fatto il suo nome e che erano in attesa di personale Arpacal che avrebbe dovuto effettuare le dovute analisi. Quindi, P.D.S. si raccomandava nuovamente con il suo interlocutore affinché non venisse fatto in alcun modo il suo

nome.



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