Appalti e Massoneria sul Tirreno cosentino: prima udienza e prime eccezioni sollevate dalla difesa

Si è aperto il processo a sedici imputati, ritenuti coinvolti nell'inchiesta convenzionalmente denominata "Appalti e massoneria"



SCALEA – E’ iniziato ieri mattina, al tribunale di Paola, il processo scaturito dall’operazione convenzionalmente denominata “Appalti e massoneria”. La prima udienza, davanti al tribunale collegiale, presidente Alfredo Cosenza, a latere Anna Iadicicco e Carla D’Acunzo, si è svolta fra una serie di eccezioni. Le principali, sollevate dall’avvocato Luigi Crusco, e fatte proprie anche da altri legali. L’inchiesta si è sviluppata in due tronconi, nel gennaio del 2021 e nel mese di giugno dello stesso anno con provvedimenti cautelari di vario genere a carico delle persone ritenute coinvolte.

Secondo le indagini dei carabinieri, coordinati, al tempo, dal capitano Andrea Massari, e con la supervisione della Procura con a capo Pierpaolo Bruni, il gruppo di persone avrebbe contribuito a vario titolo “alla realizzazione di un programma criminoso avente lo scopo di commettere una serie indeterminata di reati contro la Pubblica Amministrazione e segnatamente i reati di turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”.



Si ipotizza, nelle copiose indagini, anche la promozione e la partecipazione ad una presunta associazione segreta. I componenti avrebbero “occultato la sua esistenza, tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali e rendendo sconosciuti in tutto e in parte i soci, così svolgendo attività diretta ad interferire sull’esercizio di amministrazioni pubbliche e enti pubblici”. Ovviamente, si tratta di ipotesi che adesso dovranno trovare gli eventuali ancoraggi o che, invece, potranno essere smontate dagli avvocati difensori. Le ipotesi di reato, come è noto, si estendono anche nella vicina Basilicata. Il collante dell’attività di indagine, come spesso accade, è basato su una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali ed anche su documentazione recuperata dagli investigatori. L’avvocato Luigi Crusco, ieri mattina, ha proposto al Tribunale l’eccezione di inutilizzabilità di alcune intercettazioni. Non ci sarebbero collegamenti fra i fatti contestati e le argomentazioni contenute negli “ascolti”, anche in riferimento ad un caso specifico inserito nel copioso volume accusatorio. Il Tribunale si è riservato la decisione ed ha rinviato alla prossima udienza fissata ad ottobre per sciogliere la riserva.

Sono in tutto sedici le persone coinvolte assistite dagli avvocati: Italo Guagliano e Italo Guagliano Jr.; Alessio e Vincenzo Bonafine; Norina Scorza; Roberta Sette; Luigi Crusco; Roberto Le Pera; Giuseppina Carricato; Alessandro Gaeta; Egidio Rogati; Francesco Germano; Giorgio Cozzolino; Massimo Raffo; Francesco Liserre; Davide Rosselli; Amerigo Cetraro.



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