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"Appalti e massoneria": le intercettazioni restano utilizzabili. Sfilano i testimoni

In tribunale, la testimonianza del tenente dei carabinieri Regina per fare il punto sull'attività dell'Arma. Sciolta la riserva sulle intercettazioni telefoniche. Si torna in aula a giugno



SCALEA – 20 gen. 23 - Le intercettazioni inserite agli atti del processo restano utilizzabili. Il tribunale di Paola ha sciolto la riserva nel corso di una nuova udienza del processo convenzionalmente denominato “Appalti e massoneria”, nato da un'indagine della procura di Paola, con a capo il procuratore Pierpaolo Bruni, e con l'attività dei carabinieri della compagnia di Scalea. Si trattava della seconda udienza relativa all’inchiesta che, come è noto, si è sviluppata in due tronconi, nel gennaio del 2021 e nel mese di giugno dello stesso anno con provvedimenti cautelari di vario genere a carico delle persone ritenute coinvolte. Le intercettazioni, sulle quali erano state sollevate delle eccezioni, sono state giudicate utilizzabili. Secondo i legali, invece, per alcuni “ascolti”, non ci sarebbero collegamenti fra i fatti contestati e le argomentazioni contenute, anche in riferimento ad un caso specifico, inserito nel copioso volume accusatorio.



Sciolta tale riserva il Tribunale di Paola ha poi chiamato al banco dei testimoni il tenente Giuseppe Regina che ha fatto una panoramica sull'attività di indagine in quanto coordinatore. Il prossimo mese di giugno, verranno invece sentiti gli investigatori che entreranno nel merito dell'attività di indagine che vede direttamente coinvolte sedici persone. Secondo le indagini dei carabinieri, coordinati, al tempo, dal capitano Andrea Massari, e con la supervisione della Procura con a capo Pierpaolo Bruni, il gruppo di persone indagate avrebbe contribuito a vario titolo “alla realizzazione di un programma criminoso avente lo scopo di commettere una serie indeterminata di reati contro la Pubblica Amministrazione e segnatamente i reati di turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”. Si è arrivati ad ipotizzare, nel corso delle indagini, anche la promozione e la partecipazione ad una presunta associazione massonica segreta. Secondo le ipotesi, i componenti, a vario titolo, avrebbero “occultato la sua esistenza, tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali e rendendo sconosciuti in tutto e in parte i soci, così svolgendo attività diretta ad interferire sull’esercizio di amministrazioni pubbliche e enti pubblici”. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali effettuate rivestono una delle colonne dell'attività investigativa. Si torna in aula il prossimo mese di giugno.