"Appalti e massoneria", al riesame di Catanzaro il ricorso del pubblico ministero

Il tribunale catanzarese si è riservato la decisione in merito



SCALEA – 12 gen. 22 - Al tribunale del Riesame di Catanzaro, ieri si è svolta la discussione relativa all’appello cautelare presentato dal pubblico ministero del Tribunale di Paola, Cerchiara. La questione riguarda il procedimento denominato “Appalti e massoneria”. Il pubblico ministero aveva appellato l’ordinanza genetica del Gip. Quest'ultimo, aveva rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati. Il Tribunale si è riservato la decisione in merito. La vicenda riguarda l'indagine dei carabinieri della compagnia di Scalea, all'epoca coordinata dal capitano Andrea Massari, convenzionalmente denominata “Appalti e massoneria”.


L'attività risale al mese di gennaio dello scorso anno, ma ha fatto registrare anche una serie di indagini collegate, tant'è che in fase di richiesta di rinvio a giudizio è stato aggiunto anche un ulteriore capo di imputazione per vicende legate al comune di Belvedere Marittimo, dove l'ex sindaco Vincenzo Cascini, potrebbe essere parte lesa per una presunta falsificazione di firme. A vario titolo, sono diversi capi di imputazione contestati. Ad alcuni dei principali indagati, raggiunti dalle misure cautelari, viene contestata anche l'associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione. Si torna, poi, a parlare di turbata libertà degli incanti e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Agli atti, numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali; ma anche diversi riscontri documentali che dovranno trovare un'eventuale conferma in fase di udienza preliminare per conseguente rinvio a giudizio o archiviazione.



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