"Appalti e massoneria": 16 rinvii a giudizio, una assoluzione

Si è conclusa l'udienza preliminare. Tiene l'impianto dell'inchiesta denominata "Appalti e Massoneria" sulla costa tirrenica



SCALEA - 6 apr. 22 - Saranno 16 gli imputati chiamati a rispondere di vari reati nell'ambito dell'attività che è stata convenzionalmente denominata “Appalti e massoneria”. L'attività di indagine dei carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal capitano dell'epoca, Andrea Massari, con la supervisione della procura con a capo Pierpaolo Bruni e con il sostituto procuratore Maria Francesca Cerchiara. Il Gup del tribunale di Paola, Federica Altamura, ha preso due decisioni: una riguardante i sedici indagati nell'operazione del mese di gennaio dello scorso anno e l'altra riferita alla richiesta del rito abbreviato per uno solo degli imputati, Francesco Arcuri di Diamante. Quest'ultimo assolto e quindi ufficialmente fuori dall'inchiesta. Regge quindi l'indagine portata avanti dalla Procura di Paola e che è composta da vari tronconi. Restano anche alcune parti della documentazione ufficiale coperte da omissis. Gli imputati torneranno in aula il prossimo 14 settembre 2022 per l'avvio del processo al tribunale di Paola. Un'attività complessa che, secondo quanto affermato in una successiva conferenza stampa, si è aperta a macchia d'olio in altre attività di indagine collegate, alcune delle quali già concluse. In questo caso, nell'inchiesta denominata “Appalti e massoneria”, si contesta, a vario titolo, un'associazione per delinquere operante tra la Calabria e la Basilicata, costituita da professionisti, taluni dei quali anche facenti parte di una presunta loggia massonica segreta, che avrebbe agito per spartirsi appalti pubblici, consumando una lunga serie di reati contro la Pubblica amministrazione: dalla truffa alla turbata libertà degli incanti, alla corruzione, fino alla violazione della Legge Anselmi.



Le sedici persone coinvolte sono: Luigi Cristofaro, 39 anni, di Scalea, difeso dagli avvocati Italo Guagliano e Italo Guagliano Jr.; Antonio Del Vecchio, 58 anni, di Terranova del Pollino, difeso dagli avvocati Alessio e Vincenzo Bonafine; i due legali sono anche i difensori di fiducia di Giuseppe Del Vecchio, 64 anni, anch'egli di Terranova del Pollino; Maria Grazia Melega, 31 anni, di Santa Domenica Talao, assistita dall’avvocato Roberta Sette; Francesco Esposito, 38 anni, di Tortora, difeso dall'avvocato Luigi Crusco; Paola Di Stio, 47 anni, di Belvedere Marittimo, assistita dagli avvocati Roberto Le Pera e Giuseppina Carricato; Vincenzo Cristofaro, 52 anni, di Belvedere Marittimo, difeso d’ufficio dall'avvocato Alessandro Gaeta; Silvano Cairo di Belvedere Marittimo, 54 anni, assistito dall'avvocato Egidio Rogati; Giuseppe D'Alessandro, di Scalea, difeso dagli avvocati Francesco Germano e Giorgio Cozzolino; Giuseppe Marsico, 60 anni, di Scalea, assistito dall'avvocato Luigi Crusco; Marco Liporace, di Belvedere Marittimo , 44 anni, assistito dagli avvocati Massimo Raffo e Francesco Liserre; Giampietro D'Alessandro, di Scalea, 67 anni, difeso dagli avvocati Francesco Germano e Giorgio Cozzolino; Maria Petrone, 76 anni, di Scalea, difesa dall'avvocato Luigi Crusco; Raffaele Grosso Ciponte, 57 anni, di Belvedere Marittimo, difeso dall'avvocato Davide Rosselli; Giuseppe Caroprese, di Belvedere Marittimo, 57 anni, difeso di fiducia dall’avvocato Amerigo Cetraro; Giuseppe Amodeo, 66 anni, di Belvedere Marittimo, difeso dall'avvocato di fiducia, Egidio Rogati.



L'ASSOLUZIONE DI ARCURI E IL CASO DEL CAPO DI IMPUTAZIONE "M"

DIAMANTE - 6 apr. 22- Si è concluso, ieri, davanti al Gup di Paola, Federica Altamura, il processo a carico dell’architetto Francesco Arcuri di Diamante, difeso dall’avvocato Francesco Liserre che, per il suo assistito, aveva chiesto la definizione della vicenda giudiziaria nelle forme del rito abbreviato. Sin dalle indagini preliminari, nei confronti di Arcuri, come si ricorderà, erano cadute le prime ipotesi di reato: associazione a delinquere, violazione della legge Anselmi (Massoneria deviata) e turbativa d’asta. L'unica contestazione rimasta era, l’asserita formazione di firme false, in concorso con Luigi Cristofaro e Giuseppe D’Alessandro, a danno dell’ex sindaco di Belvedere, Vincenzo Cascini, e degli ingegneri Gazzaneo e Ruggiero. Dopo la discussione di tutte le altre posizioni con il rito ordinario, alla presenza del pm, Cerchiara, si è proceduto alla discussione del processo a carico dell'architetto Arcuri. Il pubblico ministero, a seguito della sua requisitoria, cha chiesto la condanna dell'imputato ad un anno e sei mesi di reclusione. L'avvocato Liserre, invece, nel corso della sua arringa difensiva, ha chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Il giudice, dopo una lunga camera di consiglio, accogliendo le richieste difensive, ha assolto Arcuri con la formula ampia “perché il fatto non sussiste”, rinviando a giudizio, preliminarmente, tutti gli altri imputati. Pronunciata anche la sentenza di non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”, nei confronti di Luigi Cristofaro e Giuseppe D'Alessandro, limitatamente al solo capo M), riferito all'asserita falsificazione, in concorso con Arcuri, delle firme di Cascini, Gazzaneo e Ruggiero.



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