Alto Tirreno, riciclaggio di titoli, fissate nuove udienze per "Golden cheques"

Il processo dell'operazione dei carabinieri di Scalea del 2013 prosegue, fissate altre due udienze al tribunale di Paola

PRAIA A MARE – 15 lug. 21 - Al Tribunale di Paola va avanti il processo relativo all'operazione denominata “Golden cheques”. Fatti commessi sul Tirreno cosentino tra il 2010 e il 2011, culminati con una attività dei carabinieri della compagnia di Scalea, al tempo coordinati dal capitano Vincenzo Falce.

L'operazione del 30 aprile 2013 era riferita ad una presunta associazione per delinquere finalizzata al furto e al riciclaggio di titoli bancari e di denaro internazionale. All'epoca dei fatti, 11 persone finirono agli arresti, tra Scalea, Praia a Mare, Tortora e Grisolia. Ieri si è svolta una delle udienze programmate con l'escussione di un teste della difesa. Si tornerà in aula i prossimi 6 ottobre e 3 novembre. Dopo queste date dovrebbe chiudersi l'istruttoria.



Nutrito il collegio difensivo composto dagli avvocati difensori: Giuseppe Arieta, Luigi Bottino, Giuseppe Bruno, Giorgio Cozzolino, Antonio Crusco, Nicola Deriu, Alessandro Gaeta, Alfonso Guaragna, Gemma Guerrera, Nicola Guerrera, Emanuela Marragony, Norina Scorza e Ugo Vetere. Fra i capi contestati a vario titolo, anche l'associazione “allo scopo – si legge – di commettere una pluralità di delitti di riciclaggio di assegni, compiendo sui titoli operazione dirette ad ostacolare l'identificazione della loro provenienza dal delitto di furto, acquistando detti titoli da soggetti non identificati, modificati nella parte del beneficiario, mediante apposizione dei nomi dei partecipi al sodalizio, i quali, a loro volta, provvedevano all'apertura, a loro nome, di conti correnti su cui versavano i titoli e prelevavano denaro contante”.



Nel corso dell'operazione “Golden cheques” erano state effettuate anche nove perquisizioni eseguite dai militari della compagnia di Scalea in abitazioni private ed esercizi pubblici. Le indagini avviate già nel 2010, si riferivano alla presunta attività finalizzata al furto ed alla ricettazione di assegni in gran parte provenienti da compagnie assicurative, istituti di previdenza e casse di ordini professionali per lo più operativi nel napoletano, per poi indennizzare rimborsi assicurativi, malattie di lavoratori dipendenti, infortuni sul lavoro e varie spettanze. Era stato calcolato un presunto guadagno dell'intera organizzazione per circa mezzo milione di euro. Gli imputati sono, adesso, tutti in libertà e le udienze proseguono in tribunale per arrivare alla conclusione del processo di primo grado, ormai a otto anni dall'operazione dei carabinieri e a undici anni dall'attività di indagine.



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