Alto Tirreno: le prime schiumette in mare: i sindaci Madeo e Perrotta chiamano in causa la Regione

Cominciano le segnalazioni dei bagnanti



ALTO TIRRENO – 7 giu. 22 - L'estate è alle porte, la stagione balneare è già avviata. Le ultime giornate festive hanno favorito in qualche modo la presenza di visitatori che hanno approfittato delle alte temperature per fare i primi bagni. Ma nella cartolina che tutti gli abitanti, gli imprenditori, i politici sperano di vedere nel modo più nitido possibile, come spesso accade, cominciano ad apparire le famose chiazze multicolori lungo le coste. E, ancora una volta, i mesi invernali non sono stati utili per cercare di comprendere il fenomeno che, evidentemente, non può essere legato alle sole cosiddette “fioriture algali”. Un paravento, per molti; un modo di nascondere la polvere sotto al tappeto, per molti altri. E, negli ultimi giorni cominciano ad arrivare le segnalazioni. Tante, soprattutto da chi vorrebbe ritagliarsi un piccolo fine settimana da trascorrere nelle spiagge, alcune delle quali “bandiera blu” e poi si ritrova a fare lo slalom fra schiumette non bene identificate. I primi a togliere la testa dalla sabbia sono i sindaci di San Nicola Arcella, Eugenio Madeo, e di Scalea, Giacomo Perrotta. Il sindaco di San Nicola Arcella, non vuole “nascondere” nulla, ma chiede un intervento di polso alla Regione Calabria, che si faccia promotrice di un incontro con tutti i comuni.



“Mare sporco? - scrive il sindaco di San Nicola Arcella - Proprio così. Prima di parlare degli altri è bene guardare in casa propria. Ci sono a San Nicola Arcella tre impianti di depurazione. Tutti regolarmente controllati. In quello centrale di Canal Grande é stata installata anche una centralina dell'Arpacal per effettuare un monitoraggio h24 delle acque. Ci sono poi 11 impianti di accumulo delle acque reflue. Sono state revisionate tutte le pompe di sollevamento e sono pronte anche le possibili sostituzioni in caso di rotture. Altro non possiamo fare. Se si vuole effettuare anche un controllo diretto dei cittadini con l'assistenza di esperti, basta comunicarmelo ed organizziamo subito tutte le verifiche. Per tutti questi servizi il Comune ha dei costi e siamo i primi ad essere interessati che tutto funzioni. In caso contrario ci sono le penalità previste per eventuali inadempienze. Detto questo, il mare è comunque sporco ed è interesse di tutti i comuni costieri del Tirreno evitare che ciò possa continuare a verificarsi. Le correnti marine si spostano e creano problemi anche a chi non dovrebbe averne. Non ci dobbiamo nascondere nulla. Dobbiamo capire dove stanno i problemi e cosa fare per risolverli subito. Rivolgiamo perciò un invito immediato alla Regione Calabria perché convochi i comuni dell'alto Tirreno Cosentino e con le sue strutture di controllo individui le situazioni critiche per correre immediatamente ai ripari”. Fa eco al sindaco Madeo, anche il collega di Scalea Giacomo Perrotta: “Condivido pienamente – scrive - e faccio mio quanto scritto dal collega sindaco Eugenio Madeo. Anche a Scalea è stato effettuato un controllo delle pompe di sollevamento da parte della Regione Calabria. Pronto ad ogni tipo ti azione”. Il mare è un bene prezioso, fonte di sostentamento per molte famiglie e luogo di svago per tante altre. E' necessario muoversi e individuare le cause che, caso strano, vengono in evidenza proprio all'inizio dell'estate, quando la popolazione inizia ad aumentare.


L'APPELLO DI ITALIA NOSTRA

Arriva puntuale l'appello di Italia nostra che una ventina di giorni fa scriveva: “Il Mare non si salva se tutti i comuni della costa, come finora è avvenuto, non hanno la capacità di guardarsi intorno e collaborare tra di loro. O l’obiettivo Mare viene assunto da tutti o non vi è futuro per nessuno. Speriamo ci sia questa consapevolezza”. E, di fronte ad una situazione che appare negativa, Italia nostra sprona tutti e chiede ai sindaci di svegliarsi e di fare sul serio, assumendo “la tutela del Mare quale unica loro priorità occupandosene, se del caso, giorno e notte seriamente, mettendo da parte tutte quelle pratiche che li vede maggiormente interessati, da questa situazione che ormai dura da diversi anni”, in caso contrario, secondo gli ambientalisti: “non se ne uscirà, con tutte le conseguenze che è facile immaginare. Comincino intanto da subito ad istituire un servizio permanente di monitoraggio ed analisi di tutti questi episodi di scie, chiazze, patine schiumose che compaiono ed allontanano i turisti determinando un peggioramento di immagine, così almeno si comincerà ad avere una precisa conoscenza del fenomeno e la sua natura e composizione su tutto il territorio del Tirreno”.



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