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Aggressione al carcere di Castrovillari, agente ferito: il Sappe chiede misure urgenti

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  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Aggressione alla Polizia Penitenziaria nel carcere di Castrovillari


Al carcere di Castrovillari, nuova aggressione alla Polizia Penitenziaria; il Sappe: “Agenti lasciati soli”


8 gennaio 2026




Aggressione: un nuovo e grave episodio di violenza si è verificato nella mattinata di ieri all’interno del carcere di Castrovillari, dove un appartenente alla Polizia Penitenziaria è stato brutalmente aggredito da un detenuto durante il servizio; secondo quanto reso noto dal Sappe, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, un detenuto ha colpito per futili motivi un Assistente Capo, provocandogli lesioni significative al volto. L’agente ha riportato un trauma allo zigomo destro e un ematoma all’occhio, con una prognosi di 30 giorni.




Aggressione alla Polizia Penitenziaria a Castrovillari: detenuto già noto

L’aggressore, spiegano i rappresentanti sindacali, era già noto per la sua pericolosità. Lo stesso detenuto era stato trasferito nel settembre 2025 dalla Casa Circondariale di Potenza a quella di Castrovillari, proprio a causa di precedenti aggressioni ai danni del personale.

“Nonostante il suo profilo di rischio, nulla è stato fatto per prevenire l’ennesimo episodio di violenza”, denuncia Gaetano Maurmo, vice segretario regionale del SAPPE.



Sappe: “Servitori dello Stato lasciati soli nelle carceri”

Durissimo il commento di Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del SAPPE, e di Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato.

“I numeri parlano chiaro – affermano – circa 2000 aggressioni all’anno contro il personale penitenziario. Una realtà drammatica che racconta di servitori dello Stato lasciati soli, costretti a operare in condizioni di rischio costante, con organici ridotti all’osso”.

Nel mirino del sindacato finisce quella che viene definita una “amministrazione a due velocità”, con grandi progetti annunciati a livello centrale e istituti penitenziari abbandonati a se stessi.



Carceri e sicurezza: “Non più agenti soli nelle sezioni detentive”

Il SAPPE chiede interventi immediati e concreti:

  • trasferimento urgente dei detenuti violenti;

  • rafforzamento degli organici;

  • ripristino delle condizioni minime di sicurezza;

  • rispetto della dignità professionale della Polizia Penitenziaria.

“È giunto il momento – sottolineano – che gli agenti vengano tolti dalle sezioni detentive ordinarie di media sicurezza e organizzati in gruppi operativi, capaci di agire con controlli e interventi mirati. Non più da soli nelle sezioni”.



Solidarietà all’agente ferito

Il sindacato esprime piena e incondizionata solidarietà al poliziotto aggredito, augurandogli una pronta guarigione, ma ribadisce che la solidarietà non basta più.

“La sicurezza del personale non è negoziabile – conclude il SAPPE –. La Polizia Penitenziaria non può continuare a pagare il prezzo dell’inefficienza dello Stato”.



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