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Acquappesa, minoranza fuori dal consiglio: secondo giro di surroghe

Aggiornamento: 11 lug

Oggi in consiglio comunale, il secondo giro di surroghe dei consiglieri di minoranza che hanno deciso di dimettersi in massa ad Acquappesa


Oggi in consiglio comunale, il secondo giro di surroghe dei consiglieri di minoranza che hanno deciso di dimmetersi in massa


Acquappesa, 8 luglio 2024 – Seconda tranche di surroghe ad Acquappesa, il presidente del consiglio comunale Marilisa Carrozzino ha convocato la seduta della massima assise cittadina per oggi pomeriggio, a partire dalle ore 17.00, la minoranza si è dichiarata fuori dal consiglio. Una lenta, ma inevitabile e fortemente voluta “esclusione” delle minoranze. Come è noto da entrambi i gruppi è nata l'iniziativa, contestata dalla maggioranza che però ne ha preso atto, di abbandonare completamente al proprio destino l'amministrazione comunale che proseguirà il tragitto senza la presenza di contraddittorio, almeno nella sala comunale. Probabilmente i gruppi che si oppongono all'amministrazione Tripicchio hanno intenzione di avvalersi di altri mezzi per contestare le scelte future. É noto, fra l'altro, che entrambi i gruppi hanno ampiamente motivato la scelta che, in qualche modo, rappresenta anche una forma di contestazione. Nella seduta dell'8 luglio sono previste le surroghe dei consiglieri Luciano Avolio, Giuseppe Salimonti e Aneta Przybylo con le rispettive convalide dei consiglieri surroganti. Fra l'altro è prevista la votazione del regolamento sul canone unico patrimoniale; del regolamento relativo alla protezione delle persone

fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali; ed altre questioni tecniche come le ratifiche di due delibere.


Tornando alla decisione “storica” delle minoranze di abbandonare gli scranni del consiglio, il gruppo di “SiAmo Acquappesa” per esempio faceva eco a “Liberamente Acquappesa” e affermava: “Con rammarico e con tristezza aderiremo alla medesima iniziativa dei nostri colleghi di minoranza, perché la minoranza in consiglio comunale non deve essere scusa per consentire a questi protagonisti della "dittatura decisionale" su entrambi i fronti contrapposti, di puntare il dito contro di noi, per distogliere l'attenzione dai problemi reali e dalla loro insufficiente capacità di creare coesione, per distorcere la verità dei fatti, solo per alimentare il loro ego. Ci sentiamo quasi costretti, perché non vogliamo fare parte del circo che i due capolista nostri avversari sono riusciti a creare intorno al nostro bene primario: Acquappesa”. E poi evidenziavano: “Cari concittadini, tutti, avrete cinque anni per capire chi avete davanti e saprete soppesare loro in funzione delle loro azioni”.


Mentre il gruppo di “Liberamente” sosteneva, fra l'altro: “Siamo consapevoli che la nostra scelta potrà essere oggetto di critiche e incomprensioni, ma crediamo fermamente che sia l'unica strada percorribile per rompere il circolo vizioso di un'amministrazione che pur dimostrandosi insensibile alle istanze di trasparenza e giustizia ha riottenuto il consenso dei cittadini.

Continueremo a vigilare come cittadini e a supportare ogni iniziativa che possa portare alla luce la verità e migliorare la gestione del nostro comune”.


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