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Erosione a Tortora: barriere "polverizzate" dalle mareggiate

  • 21 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il consigliere Lamboglia presenta un'interrogazione urgente su presunti errori progettuali e materiali non idonei per la difesa costiera


Litorale di Tortora danneggiato dalle mareggiate con resti di barriere costiere sommerse


21 marzo 2026 - Ore 16:20




Il caso delle opere di difesa costiera a Tortora esplode in sede istituzionale dopo i violenti eventi meteo-marini registrati tra il 12 e il 20 febbraio 2026. Il consigliere comunale di minoranza, Pasquale Lamboglia, ha depositato un’interrogazione formale indirizzata al sindaco Antonio Iorio, al presidente del Consiglio Biagio Benvenuto e al segretario comunale Antonio Marino, denunciando la "polverizzazione" delle barriere protettive recentemente installate. Secondo il documento, le mareggiate avrebbero disperso i massi sul fondale, confermando criticità strutturali già segnalate e mettendo a rischio l'infrastruttura stradale e le abitazioni prospicienti il litorale.



Mareggiate di febbraio: onde da record e cedimento delle barriere

L’evento scatenante risiede nell'intensità delle mareggiate che hanno colpito l'alto Tirreno cosentino a metà febbraio. L'ondametro di Cetraro ha rilevato onde significative con picchi fino a 5,86 metri, una forza d'urto che ha letteralmente smantellato i recenti interventi per la salvaguardia del litorale e degli argini del fiume Noce e del Torrente Fiumarella.


Tortora altezza onda registrata a febbraio 2026

Nell’interrogazione, Lamboglia sottolinea come i massi messi in opera siano stati dispersi dalla forza del mare, sollevando dubbi sulla tenuta dell'intero apparato difensivo. La vicenda non riguarda solo l'emergenza climatica, ma si sposta sul piano della conformità tecnica e della vigilanza sui lavori eseguiti.




Sottostima dell'onda di progetto: l'avvertimento del 2023

Il cuore della contestazione tecnica risiede in un precedente parere istituzionale. Il consigliere richiama una nota del 16 giugno 2023 emessa dal Provveditorato interregionale alle Opere marittime. In tale sede, l’autorità aveva evidenziato che l’onda di progetto utilizzata dai tecnici era stata “sottostimata”, portando alla sospensione dell’istruttoria.

“Tale avvertimento fu disatteso dai tecnici che si assunsero, pertanto, la totale responsabilità della loro stima”, si legge nel testo dell'interrogazione.

Il mancato adeguamento a questi parametri avrebbe reso le opere intrinsecamente vulnerabili a eventi meteorologici di forte intensità, come quelli verificatisi nell'ultimo mese.




Dubbi sui materiali: massi più piccoli del previsto

Oltre al calcolo ingegneristico, l'attacco di Pasquale Lamboglia si concentra sulla qualità dei materiali impiegati nel cantiere. Il progetto originario prevedeva l’utilizzo di massi di terza e quarta categoria, con un peso variabile tra le 3 e le 10 tonnellate.

Tuttavia, il consigliere afferma che sul campo siano stati utilizzati componenti di dimensioni ridotte: “Sono stati messi in opera massi molto più piccoli che non hanno retto l’impatto delle prime mareggiate importanti”. Questa difformità tra il capitolato e l’esecuzione avrebbe facilitato il trascinamento dei materiali verso il largo, vanificando l'investimento pubblico.


Tortora, grafico riduzione arenile dopo le mareggiate interrogazione consigliere Lamboglia


Errore di posizionamento e aggravamento dell'erosione a sud

L'interrogazione solleva inoltre critiche sulla localizzazione delle barriere, definite "troppo vicine alla riva". Trovandosi in piena area di frangimento, le opere non avrebbero assolto alla funzione di protezione, subendo anzi la massima energia cinetica delle onde.

Infine, viene contestata la realizzazione di un "pennello di massi" che avrebbe alterato il naturale trasporto delle sabbie dalla foce del Noce. Tale ostacolo avrebbe innescato un effetto domino erosivo nel settore meridionale del litorale, portando il mare pericolosamente a ridosso delle abitazioni e della viabilità costiera.





Le richieste formali all'Amministrazione Iorio

Alla luce di questi fatti, la minoranza chiede risposte chiare su tre punti fondamentali:

  1. Se il Comune intenda imporre alla ditta appaltatrice la ricostruzione delle barriere secondo il progetto esecutivo originale.

  2. Se l'Amministrazione procederà al collaudo delle opere nonostante i danni visibili.

  3. Se verranno avviate azioni di contestazione verso i progettisti per l'eventuale errore di calcolo e verso il direttore dei lavori per la mancata sorveglianza sui materiali.

L’atto è stato inviato per conoscenza anche all'Agenzia del Demanio, alla Capitaneria di porto di Vibo Valentia e all’Autorità di bacino, prefigurando un possibile intervento degli enti sovracomunali sulla gestione costiera di Tortora.



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