Praia a Mare, perdite idriche in località Foresta: Morelli diffida Comune, Arrical e Sorical
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Il consigliere comunale di minoranza chiede documenti, stime sui volumi d’acqua dispersi e garanzie sui costi: «Nessun costo derivante da inefficienze e sprechi venga scaricato sulle famiglie»

18 maggio 2026
Le perdite idriche rilevate in località Foresta, a Praia a Mare, finiscono al centro di una diffida formale. Il consigliere comunale di minoranza Tommaso Morelli ha notificato un atto di diffida e messa in mora al Comune, ad Arrical e a Sorical per ottenere entro sette giorni documenti, chiarimenti tecnici e garanzie sui costi legati alla dispersione d’acqua nei pressi dei serbatoi comunali, in particolare del serbatoio “Foresta Alta”.
La vicenda delle perdite idriche in località Foresta
Secondo quanto ricostruito nell’atto, la vicenda avrebbe avuto origine il 12 marzo scorso, quando Morelli avrebbe constatato la presenza di “ingenti e reiterate perdite idriche provenienti dai serbatoi comunali siti in località Foresta”.
Il 30 marzo è stata inviata una segnalazione formale all’Ufficio tecnico comunale. Il 14 aprile, invece, il consigliere ha presentato un’istanza di accesso agli atti indirizzata al Comune di Praia a Mare, ad Arrical e a Sorical.
Nella richiesta venivano sollecitate informazioni sullo stato degli interventi, sul cronoprogramma dei lavori, sulla quantificazione dello spreco d’acqua, sulle modalità di fatturazione e sull’eventuale copertura dei costi derivanti dalla dispersione.
La risposta del Comune e il ruolo di Sorical
Il Comune di Praia a Mare ha risposto il 30 aprile, comunicando che i lavori di efficientamento della rete idrica erano stati affidati da Sorical alla società Site Srl. Gli interventi di sostituzione di componenti tecniche, secondo la nota richiamata nella diffida, erano previsti per il 29 e 30 aprile.
Sempre secondo quanto riportato nell’atto, l’Ente avrebbe precisato che “le fuoriuscite di acqua non sono computabili come addebiti diretti, atteso che trattasi di flussi di scarico per troppo pieno, (misure di sicurezza automatiche per l’impianto) provenienti da prelievi da pozzo comunale e non completamente immissibili in rete”.
Una spiegazione che Morelli considera insufficiente. Nell’atto, il consigliere definisce la risposta “del tutto elusiva, parziale e gravemente insoddisfacente”, sostenendo che a distanza di oltre due mesi dall’avvio delle segnalazioni non sarebbero stati trasmessi tutti i documenti richiesti.
Quali documenti chiede Morelli?
Al centro della diffida c’è la richiesta di fare piena chiarezza tecnica e amministrativa sulla gestione della rete idrica e sugli eventuali effetti economici della dispersione.
Morelli intima al Comune di Praia a Mare, “quale primo responsabile della gestione dei servizi pubblici locali”, ad Arrical, “quale ente di governo e controllo dell’ambito”, e a Sorical, “quale soggetto gestore”, di trasmettere entro sette giorni la documentazione sollecitata.
Tra gli atti richiesti figurano:
Documento richiesto | Finalità |
Ordini di servizio | Verificare chi ha disposto gli interventi |
Relazioni tecniche | Ricostruire cause e stato del guasto |
Verbali di intervento | Accertare tempi e modalità operative |
Cronoprogramma aggiornato | Capire quando sarà risolto il problema |
Corrispondenza tra Comune, Sorical e Site Srl | Ricostruire responsabilità e comunicazioni |
Relazione tecnica asseverata | Stimare il volume d’acqua disperso |
Il consigliere chiede anche una quantificazione, o almeno una stima attendibile, del volume d’acqua disperso dal 12 marzo fino alla risoluzione definitiva del guasto.
Il nodo dei costi e delle bollette
La questione centrale riguarda il possibile impatto economico delle perdite. Morelli chiede agli enti di chiarire se la dispersione possa produrre effetti sulle casse pubbliche e, indirettamente, sulle bollette dei cittadini.
Nella diffida vengono sollecitati chiarimenti sulle basi normative che consentirebbero di considerare la perdita priva di rilevanza economica. Viene inoltre chiesta la quantificazione dei costi diretti e indiretti, compresi quelli energetici legati al pompaggio dell’acqua poi andata dispersa.
Le garanzie richieste sulla tariffazione
La diffida contiene una richiesta esplicita sulla tariffazione. Gli enti dovranno confermare formalmente che “tutti i costi derivanti dalla comprovata inefficienza gestionale saranno integralmente stralciati dal computo dei costi operativi riconosciuti in tariffa, al fine di non gravare indebitamente sugli utenti finali”.
In un intervento pubblico, Morelli ha ribadito il senso politico della sua iniziativa: “Non mi fermerò finché non avrò spiegazioni vere, chiare ed ufficiali sul fatto che tutte queste perdite non comporteranno alcuna conseguenza economica per i cittadini”.
Poi ha aggiunto: “Pretendo garanzie documentate che nessun costo derivante da inefficienze e sprechi venga scaricato, direttamente o indirettamente, sulle famiglie e sui contribuenti”.
Cosa può accadere ora?
Se entro il termine indicato non arriverà un riscontro, Morelli annuncia il ricorso alle sedi giudiziarie competenti. Tra le ipotesi indicate ci sono la giurisdizione amministrativa per il silenzio-inadempimento e la Procura regionale presso la Corte dei Conti per l’eventuale accertamento di un danno erariale.
“I sacrifici dei cittadini meritano rispetto”, ha dichiarato Morelli, aggiungendo che “trasparenza, responsabilità e tutela dell’interesse pubblico vengono prima di tutto”.
La vicenda resta quindi aperta sul piano amministrativo e politico. Sullo sfondo ci sono la gestione della rete idrica, il ruolo degli enti competenti e la richiesta di garanzie affinché eventuali inefficienze non ricadano sui cittadini.






























