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Sequestro preventivo all'ex comandante dei Vigili del fuoco di Cosenza

I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo della somma complessiva di circa 40.000 euro, emesso dal Gip presso il Tribunale di Cosenza

COSENZA - 18 giu. 21 - Destinatario del provvedimento del Gip del tribunale di Cosenza è Massimo Cundari, imputato per i reati di “concussione” e “falsità in atti pubblici”, che sarebbero stati commessi in qualità di comandante provinciale dei vigili del fuoco di Cosenza, fatti per i quali il 23 giugno 2020 era stato tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, emesso su richiesta della procura della Repubblica di Cosenza, è finalizzato al sequestro preventivo della somma di 31.470 euro, ritenuta di provenienza ingiustificata ed in valore sproporzionato rispetto al reddito dichiarato dall'indagato ai fini delle imposte sul reddito o alla sua attività economica, nonché di ulteriori 8.500 euro costituenti il presunto profitto del reato di “concussione” ai danni di un imprenditore.


Nel corso dell’attività investigativa, dai riscontri effettuati e dall’analisi dei documenti sequestrati durante la perquisizione effettuata dai carabinieri il 5 giugno dello scorso anno presso gli uffici del comando provinciale dei vigili del fuoco di Cosenza, era infatti emerso che l’imputato aveva costretto il titolare di un’azienda, specializzata nell’installazione di impianti e nella vendita di Gpl, a promettergli la dazione di 15.000 euro per concludere il procedimento amministrativo finalizzato al rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione dell'impianto, nonché per falsificare la documentazione attestante l’idoneità tecnica dei dipendenti dell’azienda all’espletamento dell’incarico di addetto antincendio, senza svolgere il previsto esame davanti alla commissione presieduta dallo stesso Cundari. A seguito della ricostruzione dei fatti, era stato appurato che il comandante provinciale dei vigili del fuoco aveva obbligato l’imprenditore a consegnargli personalmente, in più circostanze a partire dalla fine del 2018 e fino alla data del 5 giugno 2020, la somma di 8.500 euro, in adempimento alla predetta promessa illecita, avendo anche modo di prospettargli, esplicitamente ed implicitamente, le conseguenze negative di controlli di competenza dei vigili del fuoco sulla sua azienda, di ispezioni in materia di misura anti-covid e in applicazione della normativa per il controllo del pericolo di incidenti negli stabilimenti di sostanze pericolose.


Inoltre, dagli accertamenti patrimoniali compiuti dai carabinieri sui conti correnti intestati a Cundari nel periodo compreso tra gennaio 2018 e giugno 2020, sono stati registrati 54 versamenti di somme contanti eseguiti presso sportelli bancomat o in agenzia per complessivi 31.470 €, la metà dei quali per importi inferiori ai 1.000 €, evidentemente per non destare sospetti o generare segnalazioni da parte dell’istituto bancario. Tra l’altro, dalle verifiche effettuate è emerso che tali versamenti non appaiono avere una cadenza periodica, ma spesso risultano eseguiti a pochi giorni di distanza gli uni dagli altri o, addirittura, nello stesso giorno, a riprova, secondo l'accusa, della provenienza ingiustificata delle somme.



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