Scalea, nuove scarcerazioni nell’inchiesta Baia Bianca per Iannotti ed Elvira Cortese
- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
Il Gip distrettuale Arianna Rocca ha accolto le istanze difensive degli avvocati Bello e Russo per due indagati nell’operazione antidroga sul Tirreno cosentino. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari

30 maggio 2026
Due nuove scarcerazioni segnano un passaggio rilevante nell’inchiesta Baia Bianca, l’operazione antidroga che ipotizza l’esistenza di una presunta rete di spaccio attiva tra Scalea, il Tirreno cosentino e la Valle del Noce. Il Gip distrettuale Arianna Rocca ha accolto le istanze difensive presentate per Simone Iannotti, 43 anni, di Praia a Mare, e per Elvira Cortese, 25 anni, di Scalea, entrambi coinvolti nel procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari.
La decisione più ampia riguarda Iannotti, assistito dall’avvocato Giuseppe Bello, per il quale il giudice ha disposto il ritorno in piena libertà. Diversa la posizione di Elvira Cortese, difesa dall’avvocato Pietro Russo: per lei la misura cautelare in carcere è stata sostituita con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.
Cosa cambia per Simone Iannotti?
Nel caso di Simone Iannotti, la difesa curata da Giuseppe Bello ha contestato l’insussistenza delle esigenze cautelari. Nell’istanza sarebbero state richiamate anche alcune vicende personali dell’indagato, considerate rilevanti ai fini della valutazione del Gip.
A carico dell’uomo, secondo l’impianto accusatorio, vengono contestati diversi episodi. Tra questi figurano anche fatti collegati a presunte minacce rivolte ad acquirenti di sostanza stupefacente che non avrebbero saldato il debito contratto.
La decisione del giudice non incide sul merito dell’inchiesta, che resta da verificare, ma alleggerisce il quadro cautelare nei confronti dell’indagato.
Per Elvira Cortese carcere sostituito dai domiciliari
Per Elvira Cortese il Gip ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Anche in questo caso il provvedimento riguarda esclusivamente la misura cautelare e non rappresenta una definizione del procedimento.
La posizione dell’indagata assistita dall'avvocato Pietro Russo resta dunque inserita nel fascicolo dell’inchiesta Baia Bianca, che dovrà proseguire nelle sedi competenti e nel rispetto della presunzione di innocenza.
L’episodio di Praia a Mare del 2022
Tra i passaggi richiamati nella vicenda di Iannotti figura anche un episodio avvenuto a Praia a Mare il 5 settembre 2022. Secondo quanto ricostruito, intorno alle 23.50, in una strada della cittadina tirrenica, l’uomo venne raggiunto da colpi d’arma da fuoco esplosi da uno o più soggetti non identificati.
Sul posto furono rinvenuti quattro bossoli di cartuccia per pistola calibro 6,35, un proiettile dello stesso calibro privo di evidenti deformazioni e diversi frammenti. Le lesioni interessarono la gamba sinistra. Iannotti fu poi ricoverato all’ospedale civile di Paola e sottoposto a intervento chirurgico.
Che cosa contesta l’inchiesta Baia Bianca?
Nel procedimento figurano anche contestazioni relative a episodi di estorsione tentata e consumata, aggravata dal metodo mafioso, in particolare per il recupero di debiti legati all’acquisto della droga. Un ulteriore filone riguarda l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, con l’introduzione di schede telefoniche in carcere.
Secondo la ricostruzione investigativa, maturata in circa venti mesi di attività tecniche e tradizionali, il gruppo avrebbe operato soprattutto a Scalea e nei comuni vicini, con una rete orientata in particolare allo spaccio di cocaina.
Le indagini tra Scalea e il Tirreno cosentino
L’ipotesi accusatoria descrive una presunta organizzazione strutturata secondo uno schema piramidale. Gli elementi raccolti dall’accusa dovranno ora essere valutati nelle successive fasi del procedimento. nel frattempo ci sono state altre due decisioni del Gip per Gerardo Leo e per Mikael Foresta.






























