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Reati ambientali a Lamezia Terme: 5 sequestri della Procura tra frantoi e aziende di rifiuti

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  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Sequestro impianto rifiuti zona industriale Lamezia

Maxi operazione del Gruppo Interforze contro l'inquinamento del territorio e delle acque nel lametino


29 gennaio 2026





Tra novembre 2025 e gennaio 2026, il Gruppo Interforze coordinato dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha condotto un’incisiva operazione di contrasto ai reati ambientali nel Lametino, culminata nel sequestro di cinque siti produttivi. L'attività, finalizzata alla tutela del territorio e del mare calabrese, ha colpito quattro frantoi oleari e un importante impianto di gestione rifiuti nella zona industriale, denunciando i responsabili per scarichi illeciti di reflui industriali e stoccaggio non autorizzato di rifiuti speciali.




Controlli nei frantoi: acque di vegetazione nei torrenti

L'indagine, che ha visto la collaborazione tra Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Arpacal, ha fatto emergere gravi irregolarità nella gestione dei residui di molitura. In quattro frantoi dell'hinterland, i militari hanno accertato che le acque di vegetazione e di lavaggio venivano sversate direttamente nei fossi e nei torrenti locali senza alcun trattamento o autorizzazione.

In un caso specifico, la gravità delle violazioni ha portato al sequestro dell'intera linea di produzione. Inoltre, in tre di queste aziende, aree per migliaia di metri quadri (inclusa una di 6500 mq) erano state trasformate in discariche abusive di rifiuti speciali e veicoli fuori uso.


rifiuti e violazioni ambientali, operazione nel lametino


Gestione illecita e reati ambientali a Lamezia: il caso dell'impianto rifiuti

A gennaio 2026, l'attenzione degli inquirenti si è spostata sulla Zona Industriale di Lamezia Terme. Qui è stato posto sotto sequestro un impianto di recupero rifiuti gestito da una società operante in appalto per diversi comuni calabresi.

Le verifiche hanno rivelato una gestione dei reati ambientali a Lamezia legata al mancato rispetto delle prescrizioni regionali:

  • Rifiuti pericolosi stoccati all'aperto senza copertura.

  • Perdite di percolato direttamente sulla pavimentazione.

  • Impianto di trattamento acque meteoriche non funzionante.

  • Scarico diretto di reflui industriali nel sistema di raccolta delle acque bianche.



Tutela del mare e presunzione di innocenza

L'operazione punta a prevenire l'inquinamento della fascia costiera, poiché i reflui non trattati finiscono inevitabilmente per contaminare il mare. Il Procuratore facente funzioni ha confermato che i controlli proseguiranno con massima severità. Resta fermo, per tutti gli indagati, il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.



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