Scalea, il coraggio di denunciare: la foto, sui social, falsamente associata a corpi nudi

La decisione di Nancy di metterci la faccia, quella vera, per distruggere il fenomeno ripugnante



SCALEA – 21 set. 22 - Il coraggio di denunciare. E’ la forza che anima Nancy Gamba, professionista stimata e seria di Scalea, vittima di un chiaro fotomontaggio abbinato a fotografie sessualmente esplicite che, ovviamente non corrispondono al suo corpo, e diffuse sui social. Una vicenda che colpisce in pieno l’intera famiglia, come una valanga, e che alimenta il chiacchiericcio. Da qui, la decisione di metterci la faccia, quella vera, quella di una donna che ha dignità, per smentire e per cercare di contribuire a distruggere un fenomeno ripugnante.

“Il degrado sociale e culturale che pervade i social non rispetta la dignità di chi è vittima ed è costretta a denunciare. Da qualche tempo ormai sono presenti sulle chat di Telegram e Whatsapp immagini sessualmente esplicite di corpi femminili a cui vengono associate identità e storie, senza alcun rispetto della dignità dell’essere umano che si nasconde dietro ogni identità rubata, perchè di questo si tratta”.

Accade a Nancy Gamba, ma potrebbe accadere a chiunque. La signora Gamba è stata costretta a denunciare all’autorità giudiziaria questa situazione. E’ venuta a conoscenza di quelle false immagini associate al suo viso, dalle voci insistenti che le pervenivano da persone che avevano visto in un cliché di immagini di corpi nudi la foto del suo volto, ritagliata, come è facile dimostrare, da una immagine della sua storia, personale, di Instagram, nient’altro che un momento felice con la sua famiglia.



E’ la pervicacia con la quale vengono collezionate le fotografie dei volti e dei corpi nudi che è stata denunciata dalla signora Gamba alla Polizia, con l’obiettivo di individuare i responsabili delle manipolazioni, evidentemente volte ad ingenerare nella convinzione della collettività rappresentazioni fuorvianti. Nancy Gamba si è dovuta rivolgere ad un legale, l'avvocato Luigi Crusco, ed ad un ingegnere informatico per ricostruire “il delirante meccanismo” che vedeva il suo volto tratto dalla sua storia di Instagram in una sequenza di corpi anonimi, minuziosamente scelti con caratteristiche tali da incoraggiare una falsa associazione del corpo nudo al volto della donna. Ciò, con il ragionevole scopo denigratorio. In attesa di ricevere risposte dall’autorità giudiziaria, le false immagini che rimbalzano da un apparecchio all’altro, alimentano nella gente false convinzioni. Una situazione che mortifica quotidianamente la vittima di questa ripugnante indifferenza verso il prossimo.



La decisione di denunciare pubblicamente quanto accaduto è l’incoraggiamento a tutte le donne, che sono vittime o che potrebbero esserlo, a contrapporsi in modo determinato a tale fenomeno, nel tentativo di bloccare la colpevole condivisione che incoraggi quanti intendono calpestare la dignità delle donne coinvolte. “L’inerzia o il facile compiacimento di fronte a tali contenuti sessualmente espliciti sono già di per sé segno di responsabilità morale, che con la presente denuncia pubblica s’intende porre all’attenzione della comunità scaleota”.

Nancy Gamba afferma con forza: «No ai tabù sull’argomento. Il problema esiste e bisogna affrontarlo. La moda di alcuni piccoli uomini (maschi e femmine) è creare associazioni con il volto di donne preso dai loro profili social e il corpo nudo di altre. Scambiare sulle chat questo tipo di materiale significa non avere la consapevolezza del danno che viene procurato a se stessi. Figlie, mogli, sorelle e mamme potrebbero essere a loro volta vittime di questo reato. Chi riceve, condivide, inoltra – afferma - è un fruitore ma purtroppo anche un abusante. Il nostro tessuto sociale deve avere una maggiore sensibilità nell’intercettare queste condotte e denunciare

Tutto questo è il mio modo per dire “Basta” - conclude Nancy Gamba - una parola urlata a pieni polmoni che mette la parola fine a qualcosa che sopporto da tempo e che non voglio più tollerare. Abitudine e rassegnazione passiva sono sinonimi di mediocrità. Ferita e destabilizzata continua la mia voglia di smuovere un “sottomondo” vischioso e pericoloso».



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