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Scalea, diffusione dati sensibili: l'opposizione bacchetta l'amministrazione

  • 9 ott 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 13 ott 2020

Con una nota interviene il capogruppo Angelo Paravati. L'ordinanza con i dati cumulativi di cittadini raggiunti da ordinanza di quarantena, in attesa dell'esito del tampone, è stata diffusa sui social

SCALEA – 9 ott. 20 - “Abbiamo preso atto, anche per via di un comunicato apparso sulla pagina facebook del Comune di Scalea, dell’avvenuta divulgazione di una ordinanza impositiva di quarantena obbligatoria emessa dal sindaco di Scalea in cui risultano essere indicati cumulativamente i nomi di diversi destinatari, con relativi indirizzi di residenza e dati anagrafici, sicché la comunicazione dell’atto a ciascuno di essi ha comportato la divulgazione di informazioni relative a tutti gli altri destinatari”. Sulla questione della divulgazione di dati sensibili interviene il gruppo di opposizione “Per Scalea”, con capogruppo Angelo Paravati che prosegue: “Appare a tutti chiaro come la diffusione di elenchi di persone ed attività commerciali sottoposte a quarantena obbligatoria ingeneri un particolare allarme e diffusi pregiudizi, ancor prima che per le stesse persone vi siano accertamenti di positività al Covid-19, mentre le esigenze di garanzia dell’atto risulterebbero ben soddisfatte da ordinanze di quarantena singole per ciascun destinatario.

Il Garante per la protezione dei dati personali, oltre a rendere pareri specifici (Registro dei provvedimenti n. 15 del 2 febbraio 2020), ha avuto modo di chiarire che “La disciplina vigente vieta la diffusione dei dati relativi alla salute. Tale divieto non è stato derogato dalla normativa d’urgenza sull’emergenza epidemiologica da Covid-19. Pertanto, le aziende sanitarie, le prefetture, i comuni e qualsiasi altro soggetto pubblico o privato non possono diffondere, attraverso siti web o altri canali, i nominativi dei casi accertati di Covid-19 o dei soggetti sottoposti alla misura dell’isolamento per finalità di contenimento della diffusione dell’epidemia o per il contrasto di “fake news” (garanteprivacy.it/temi/coronavirus/faq#entilocali).



Riteniamo, pertanto, del tutto erroneo il sistema adottato dal sindaco di Scalea di emettere ordinanza cumulativa nei confronti di più persone, determinando la diffusione, quantomeno tra gli stessi destinatari, di dati sensibili di ciascuno. Nè l’invito a non divulgare ulteriormente tale atto appare sufficiente a cancellare l’erroneità originaria dell’ordinanza, che ha già sul nascere violato i diritti di riservatezza dei vari destinatari.

Ci auguriamo, all’insegna dell’opposizione costruttiva che vogliamo incarnare, che, in mancanza di specifiche esigenze, eventuali ulteriori atti del medesimo tenore vengano predisposti intuitu personae, avuto riguardo al solo specifico destinatario, anche al fine di evitare eccessivi allarmismi in situazioni che ben possono essere garantite e tutelate nel rispetto dei diritti di ciascuno”.

 
 
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