Sangue infetto, la Cassazione annulla la condanna del dottore Marcello Bossio

Aggiornato il: feb 25

Integralmente accolto dalla Suprema Corte il ricorso dell'avvocato difensore Nicola Carratelli

COSENZA - 23 feb. 21 - La Suprema Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro, che aveva confermato quella emessa in primo grado dal Tribunale di Cosenza, con cui era stato condannato il Dottore Marcello Bossio, ex primario del reparto di Immunoematologia dell’ospedale Annunziata di Cosenza.

Bossio era stato condannato nell’ambito dell’inchiesta "Sangue infetto" sulla morte, avvenuta il 4 luglio del 2013, di un pensionato 79enne di Rende (Cs), a causa di una trasfusione con sangue contaminato da un batterio.

Il Dottore Bossio ha sempre ritenuto ingiusta la condanna nei suoi confronti, ed ha quindi proposto ricorso per Cassazione tramite l’Avv. Nicola Carratelli del Foro di Cosenza.

La Suprema Corte, dopo una lunga discussione del difensore di Bossio, ha integralmente accolto il ricorso, annullando senza rinvio con riferimento alla contestazione di rifiuto di atti d’ufficio, per il quale in primo grado era stato condannato a 6 mesi, mentre ha annullato con rinvio a diversa sezione della Corte di Appello di Catanzaro quanto all’ipotesi di somministrazione di sangue infetto e morte a seguito di tale reato.



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