Impianto rifiuti di San Sago, il Consiglio di Stato chiude il contenzioso con Tortora: legittimo il rinnovo dell’Aia
- miocomune.tv

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Respinto dal Consiglio di Stato l’appello del Comune di Tortora: confermata la sentenza del Tar Calabria sull’autorizzazione ambientale alla Co.Gi.Fe. Ambiente per l'impianto di San Sago
20 gennaio 2026
È destinata a segnare un punto fermo sul piano amministrativo e ambientale la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto l’appello del Comune di Tortora contro il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dell’impianto di smaltimento rifiuti pericolosi e non di San Sago, gestito dalla Co.Gi.Fe. Ambiente Srl.
Con la decisione pronunciata nei giorni scorsi, la IV Sezione di Palazzo Spada ha confermato integralmente quanto stabilito dal Tar Calabria nel 2024, giudicando legittimo il decreto di riesame con valenza di rinnovo dell’Aia adottato nell’ottobre 2023 dal Commissario ad acta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Rinnovo Aia impianto San Sago: i giudici confermano la legittimità
La vicenda nasce dall’istanza presentata nel 2020 dalla società Co.Gi.Fe. Ambiente per il rinnovo dell’autorizzazione rilasciata nel 2009, fondata su una Valutazione di impatto ambientale (Via) del 2005. Un procedimento lungo e complesso, segnato dall’inerzia della Regione Calabria, che aveva portato il Tar a ordinare la conclusione dell’iter e alla nomina di un commissario ad acta.
Il decreto commissariale, comunicato al Comune il 19 ottobre 2023 e pubblicato sul Burc a dicembre, aveva accolto l’istanza della società, respingendo una per una le venti osservazioni presentate dall’amministrazione comunale.
Il ricorso del Comune di Tortora e le dieci censure respinte
Il Comune di Tortora aveva impugnato il provvedimento sostenendo, tra l’altro, che l’Aia fosse scaduta, che mancassero i presupposti ambientali, che l’impianto insistesse su terreni gravati da usi civici e che non fossero state rispettate le garanzie partecipative nella Conferenza dei servizi.
Il Tar Calabria aveva già respinto tutte le dieci censure, dichiarando inammissibili anche gli interventi di altri comuni Aieta, Lauria, Santa Maria del Cedro, San Nicola Arcella, Scalea e Praia A Mare. Le stesse argomentazioni sono state riproposte in appello davanti al Consiglio di Stato.
Certificazione ISO, usi civici e Via: cosa dice la sentenza
Sul nodo centrale della durata dell’Aia, i giudici hanno chiarito che la certificazione UNI EN ISO 14001 rileva al momento del rilascio e non deve permanere per tutta la validità dell’autorizzazione. Né la sospensione dell’attività né la temporanea inattività dell’impianto incidono sulla validità del titolo, prorogato ope legis.
Quanto agli usi civici, il Consiglio di Stato ha ritenuto inefficaci le delibere comunali che ne dichiaravano l’esistenza, ricordando che l’accertamento spetta al Commissario per gli usi civici, davanti al quale il giudizio è ancora pendente. Un quadro rafforzato dalla consulenza tecnica che esclude la natura demaniale dei terreni.
Respinte anche le doglianze sulla mancata applicazione del decreto ministeriale n. 104/2019: la relazione di riferimento sulle sostanze pericolose, spiegano i giudici, non è richiesta per impianti di smaltimento rifiuti come quello di San Sago.
Conferenza dei servizi e profili tecnici
Giudicate generiche le censure su agibilità, planimetrie, pozzi, piezometri e valutazione di impatto sanitario. Secondo il Collegio, il Comune si è limitato a riproporre contestazioni già respinte, senza confutare puntualmente le motivazioni del Tar.
Sul mancato coinvolgimento di alcune amministrazioni nella Conferenza dei servizi, il Consiglio di Stato ha condiviso la ricostruzione del Commissario: per alcune amministrazioni statali il coinvolgimento non era previsto, mentre per quelle regionali valeva la rappresentanza unitaria.
Contenzioso chiuso, resta il dibattito politico
Con la decisione di Palazzo Spada si chiude definitivamente il contenzioso amministrativo sull’impianto di San Sago. Il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale è stato ritenuto legittimo sotto ogni profilo.
Resta aperto, sul piano politico e territoriale, il confronto sul futuro dell’impianto e sull’equilibrio tra tutela ambientale e gestione dei rifiuti in un’area da anni al centro di forti tensioni istituzionali. Ma sul piano giudiziario, la partita è conclusa.
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