San Giovanni in Fiore, droga: non basta la misura dei domiciliari per un giovane. Arrestato

Finisce in carcere dopo che i carabinieri hanno rinvenuto altra sostanza stupefacente nascosta in casa, benché fosse da giorni ristretto agli arresti domiciliari

SAN GIOVANNI IN FIORE – 12 ago. 20 - I carabinieri della stazione di Camigliatello Silano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Cosenza su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 26enne di San Giovanni in Fiore, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo, lo scorso 4 luglio, nel corso di un servizio di prevenzione e repressione dei reati comuni e per il contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, durante una perquisizione domiciliare, era stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto era stato trovato in possesso di 450 grammi di marijuana e 0,3 grammi di eroina. In seguito all’arresto, il 26enne era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.



Nei giorni successivi, durante un controllo, lo stesso 26enne, benché fosse sottoposto agli arresti domiciliari, veniva trovato in possesso di ulteriori 110 grammi circa di marijuana ed un bilancino di precisione e pertanto veniva ulteriormente denunciato dai militari operanti per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Sulla scorta di quanto accertato e sulla base degli elementi acquisiti, l’autorità giudiziaria ha rilevato, tenendo conto della richiesta di aggravamento della misura cautelare personale fatta dai militari , che, benché il 26enne fosse già sottoposto agli arresti domiciliari per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, la misura alla quale era sottoposto non fosse più idonea a tutelare le esigenze cautelari sottese all’ordinanza. Il fatto che sia stata rinvenuta altra sostanza stupefacente all’interno dell’abitazione dell’arrestato implica la sussistenza di contatti con terzi fornitori, violando pertanto le prescrizioni della misura.

Tenendo conto che l’unica misura idonea a tutelare la persona offesa non potesse che essere quella della custodia cautelare in carcere, veniva pertanto disposta la traduzione presso la casa circondariale di Cosenza del 26enne di San Giovanni in Fiore, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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