Riciclo del legno, da Scalea un nuovo appello ai sindaci
- 7 apr
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L'associazione "Cara, vecchia Scalea" propone di potenziare il riciclo del legno per trasformare i rifiuti in una risorsa per il territorio

7 aprile 2026
L'associazione Cara, vecchia Scalea ha lanciato in questi giorni un appello ufficiale ai sindaci dell'alto Tirreno cosentino per avviare o potenziare il riciclo del legno. L'iniziativa punta a intercettare mobili e imballaggi destinati alla discarica, convertendo un costo di smaltimento in un'opportunità ambientale ed economica.
L'impatto dei rifiuti legnosi sull'economia turistica
Il territorio della Riviera dei Cedri, caratterizzato da un'alta concentrazione di seconde case, subisce sistematicamente picchi stagionali nella produzione di rifiuti ingombranti. Mobili dismessi, pallet, cassette e imballaggi finiscono frequentemente nel circuito indifferenziato dello smaltimento, generando extracosti significativi per le casse comunali.
Vincenzo De Vito, presidente dell'associazione Cara, vecchia Scalea, ha evidenziato l'incongruenza di questa gestione: "Il legno rappresenta una risorsa preziosa e totalmente riciclabile". L'obiettivo è bloccare la dispersione in discarica di questo materiale, integrandolo in un circuito di economia circolare a vantaggio delle amministrazioni e dei cittadini.
Il ruolo della filiera nazionale nel recupero dei materiali
La transizione da costo a risorsa è supportata da una rete nazionale già operativa. Attraverso specifiche convenzioni con il Consorzio Conai e, nello specifico, con il Consorzio Rilegno, gli enti locali possono intercettare la materia prima e reimmetterla nel ciclo produttivo. "È possibile il recupero completo del legno trasformandolo in una nuova materia prima per l’industria", si legge nel documento diffuso dai promotori. I benefici associati includono la drastica riduzione dei conferimenti in discarica, la limitazione dell'inquinamento e il risparmio sul taglio di nuovi alberi.
Un progetto pilota per ottimizzare la gestione dei rifiuti
Per testare l'efficacia operativa del modello, l'associazione propone di avviare un progetto pilota circoscritto al Comune di Scalea. Questo banco di prova permetterà di valutare la sostenibilità economica del servizio e le metodologie di raccolta, per poi estendere gradualmente l'infrastruttura a tutti gli altri centri limitrofi.
Aderire ai consorzi di filiera garantisce infatti non solo un miglioramento tangibile delle performance ambientali locali, ma offre anche la possibilità di accedere a contributi e sostegni economici legati agli obiettivi di raccolta differenziata. Una strategia che chiama all'azione le istituzioni per trasformare la tutela del patrimonio forestale in una concreta leva di sviluppo locale.






























