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Armi 'ndrangheta a Reggio Calabria: tre arresti della Finanza

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Operazione contro il traffico di armi 'ndrangheta Reggio Calabria: smantellato l'arsenale delle cosche


Militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria durante un'operazione di sequestro di armi clandestine della 'ndrangheta


28 marzo 2026 - Ore 12.32


Gli affari della 'ndrangheta: la Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha arrestato tre persone per un traffico di armi. L'inchiesta della Procura Distrettuale ha svelato la presenza di un arsenale bellico destinato alle cosche della Piana di Gioia Tauro, utilizzando intercettazioni criptate e analisi scientifiche per identificare i responsabili del rifornimento militare mafioso.



Dalle chat criptate al blitz: la ricostruzione dell'inchiesta

L'operazione, condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria con il supporto dello S.C.I.C.O. e della componente aerea del Corpo, ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria. L'indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, trae origine dall'analisi di comunicazioni cifrate scambiate su piattaforme informatiche protette.


Da questi messaggi è emersa la disponibilità di numerose armi comuni da sparo e armi da guerra in mano agli indagati. Un elemento importante è stato il raffronto tra le immagini scambiate nelle chat e l'arsenale sequestrato dai Carabinieri a Gioia Tauro nel gennaio 2025. La corrispondenza tra le armi dei due contesti ha permesso di stringere il cerchio attorno ai presunti responsabili.



Il supporto scientifico del R.I.S. di Messina

Un pilastro fondamentale dell'accusa è rappresentato dagli accertamenti tecnici. Gli esperti del Ris di Messina hanno condotto analisi approfondite sulle armi sequestrate all'inizio del 2025, giungendo a risultati determinanti:


  • Individuazione di impronte digitali riconducibili direttamente ai soggetti arrestati nell'odierna operazione.


  • Conferma scientifica della detenzione materiale delle armi da parte dei destinatari della misura cautelare.




Rafforzamento militare e aggravante mafiosa

L'inchiesta ha delineato un quadro di pericolosità sociale elevata. Secondo la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, le armi non erano solo oggetto di commercio illecito, ma costituivano un vero e proprio "strumento indispensabile" per le finalità criminali.




Dettaglio dei provvedimenti cautelari

Soggetti Coinvolti

Misura Cautelare

Reati Contestati

Due indagati

Custodia in carcere

Detenzione e vendita di armi da guerra, comuni e clandestine, ricettazione.

Un indagato

Arresti domiciliari

Detenzione illecita e ricettazione.

A uno dei tre indagati è stata contestata l'aggravante del metodo mafioso. Le indagini hanno evidenziato come la sua attività fosse finalizzata ad agevolare il "rafforzamento militare" di una cosca di 'ndrangheta egemone nel mandamento tirrenico. Tale inserimento organico nel sodalizio è supportato anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e dai riscontri di altre operazioni di polizia.


L'ingente quantitativo di armi nella disponibilità della compagine criminale avrebbe incrementato enormemente la sua forza intimidatoria sul territorio. Le risultanze investigative attuali resteranno soggette a conferma nelle successive fasi del procedimento giudiziario.


Il video



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