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Praia a Mare, ospedale: le incognite sulla linea dell'atto dell'Asp


Praia a Mare, non è del tutto chiara la linea che si intende seguire per l'ospedale di Praia a Mare in riferimento a quanto scritto nell'atto aziendale dell'Asp

PRAIA A MARE – 14 apr. 21 - La questione dell'ospedale continua a far discutere. L'atto aziendale contiene delle linee guida, ma non fornisce indicazioni precise. Al momento, l'unico dato certo è la conferma della presenza della struttura ospedaliera nella rete. Da più parti, per esempio, è stata espressa preoccupazione per la chiusura del reparto di gastroenterologia. Non si tratta di una chiusura, in quanto, nell'atto aziendale viene specificatamente affermato che: “Nei tre spoke si prevede inoltre un servizio di “Gastroenterologia” afferente alle rispettive S.O.C. medicina generale”. Questo vuol dire, che la specialità potrebbe essere spostata con grande probabilità a Cetraro, o al massimo a Paola. Affermava ieri il consigliere d'opposizione Antonino De Lorenzo: “Chi ha letto i documenti non può non aver notato che in definitiva, se davvero si procedesse con questo atto aziendale, Praia a Mare non sarebbe altro che una succursale dello Spoke Paola-Cetraro. Il documento aziendale, infatti, prevede una organizzazione dei reparti e dei servizi ritenuta distante da quanto previsto e auspicato”. Il consigliere d'opposizione si è fatto promotore di un'azione sui social che ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sul tema diffondendo informazioni corrette su quanto sta succedendo.



“So bene - spiega l'iniziativa De Lorenzo - che tutti i cittadini trovano fatica a districarsi tra delibere, decreti e sentenze, tutti espressi in un linguaggio di difficile comprensione: quello della burocrazia e della politica. E tutto è peggiorato dalle uscite fuorvianti sul tema, come quella dell'amministrazione comunale di Praia a Mare che ha lodato l'atto aziendale dell'Asp spingendosi fino a ringraziare chi ha in sostanza disposto la menomazione della struttura”.

Preoccupazione è stata espressa dall'associazione “La Scossa” di Scalea. Il coordinatore, Antonio Pappaterra, afferma che ai cittadini non interessa nulla dei pastrocchi burocratici. I problemi secondo Pappaterra sono che “La struttura già fortemente dimezzata delle sue potenzialità da ospedale di frontiera, viene spogliata anche di quel poco di buono che poteva servire come il reparto gastroenterologia. Non c'è nulla sa esultare per questo, anzi c'è solo da preoccuparsi, perché comunque le azioni dell'Asp ancora una volta puntano al ribasso e non a garantire i livelli essenziali di assistenza nel territorio. Se Praia a Mare deve riaprire, deve avere tutto il necessario per affrontare le emergenze e fare vero servizio sanitario a favore della popolazione, altrimenti si illude solo la gente, specie quella che non versa in buone condizioni di salute ed è costretta ad emigrare per curarsi. Sarà un illusione?”.



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