Operazione Coffee Break: la Corte d’Appello revoca le confische e restituisce i beni
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Svolta giudiziaria a Catanzaro: i giudici ordinano il dissequestro dei patrimoni coinvolti nell'inchiesta di Scalea e Tirreno cosentino denominata Coffee Break
19 febbraio 2026
La Corte d’Appello di Catanzaro ha disposto la revoca definitiva delle confische e dei sequestri a carico degli imputati coinvolti nell’operazione Coffee Break. La decisione, emessa dalla terza sezione penale in sede di rinvio dalla Cassazione il 19 febbraio 2026, ordina la restituzione immediata dei beni dopo oltre quindici anni dall'inizio dell'inchiesta. Il provvedimento nasce dalla necessità di riallineare il filone patrimoniale ai principi di diritto stabiliti dai giudici di legittimità, chiudendo il capitolo.
Il verdetto della Corte d’Appello sull’Operazione Coffee Break
Il collegio presieduto da Antonio Battaglia (a latere Giglio e Fontanazza) ha messo fine a un lungo braccio di ferro legale. La sentenza di rinvio recepisce l'annullamento precedentemente disposto dalla Suprema Corte di Cassazione, annullando di fatto le misure ablative che gravavano sui patrimoni di numerosi soggetti coinvolti.
La polizia giudiziaria è stata ufficialmente delegata per l’esecuzione delle operazioni di restituzione, mentre le motivazioni dettagliate della sentenza saranno rese note entro i prossimi novanta giorni.
Dal blitz del 2009 alla revoca delle misure patrimoniali
L’operazione Coffee Break, scattata nel 2009 sotto il coordinamento della Procura di Paola e condotta dalla Guardia di Finanza, aveva ipotizzato un vasto sistema di frodi fiscali e reati economici con epicentro a Scalea.
Il processo ordinario, conclusosi in primo grado nel 2019, aveva visto:
34 prescrizioni per intervenuto decorso del tempo;
17 assoluzioni con formula piena;
22 provvedimenti di confisca, che oggi vengono definitivamente revocati.
Nonostante le pesanti accuse iniziali — che andavano dall'associazione a delinquere al riciclaggio, fino all'usura e all'emissione di fatture per operazioni inesistenti — il nuovo pronunciamento della Corte d’Appello si concentra esclusivamente sull'aspetto patrimoniale, accogliendo le tesi difensive (tra cui quelle degli avvocati Giuseppe Bruno e Ugo Vetere).
Impatto della decisione e prossimi step
Sebbene le responsabilità penali siano state in gran parte definite dai precedenti gradi di giudizio e dalle intervenute prescrizioni, la restituzione dei beni rappresenta un punto di svolta significativo per gli aventi diritto. Le motivazioni attese per maggio chiariranno i criteri giuridici adottati dai giudici catanzaresi per smantellare l'impianto delle confische, un passaggio tecnico fondamentale per comprendere l'evoluzione della giurisprudenza sui reati economici nel distretto di Catanzaro.






































