Inchiesta rimborsi auto Occhiuto: atti a Roma, la replica del presidente della Regione Calabria - video
- 7 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

Inchiesta rimborsi auto Occhiuto, trasferimento atti alla Procura di Roma per competenza, la replica del Presidente della Regione Calabria Occhiuto in un video, pronte le querele per chi diffama on line
19 febbraio 2026
Una parte dell’inchiesta sui rimborsi auto che vede indagato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto è stata trasferita dalla Procura di Catanzaro alla Procura di Roma. La notizia, riportata da Il Fatto Quotidiano, riguarda l’ipotesi di una presunta truffa sui rimborsi mensili da 3.800 euro per l’utilizzo dell’automobile nell’esercizio delle funzioni istituzionali. Il trasferimento degli atti è motivato da una questione di competenza territoriale: secondo quanto ricostruito, il presunto reato si consumerebbe nel luogo dell’incasso dei bonifici, ovvero a Roma, dove il presidente ha il proprio conto corrente.
Inchiesta rimborsi auto Occhiuto: perché gli atti passano a Roma
Secondo quanto riferito, la parte dell’indagine trasferita nella Capitale riguarda l’ipotesi che Occhiuto abbia percepito un rimborso di 3.800 euro al mese per un’auto utilizzata per fini istituzionali, pur disponendo già di un’altra vettura, anch’essa coperta da rimborso regionale.
Nel dettaglio, l’accusa ipotizza che, oltre a un’Audi Q6 di una società di leasing per la quale era previsto un rimborso, sarebbe stata utilizzata anche un’Audi Q4, con conseguente secondo rimborso. Proprio la circostanza che i bonifici siano stati incassati su un conto corrente romano ha determinato il trasferimento degli atti alla Procura capitolina.
La vicenda rientra in un’inchiesta più ampia coordinata dalla Procura di Catanzaro.
La replica di Roberto Occhiuto: “Mai commesso alcun illecito”
Non si è fatta attendere la risposta del governatore calabrese. In un video diffuso sui social, Occhiuto ha respinto con forza ogni addebito, parlando di “gogna mediatica” e definendo “false” le ricostruzioni pubblicate.
“Non ho mai commesso alcun illecito penale”, ha dichiarato, contestando il titolo del quotidiano che parlava di “truffa sui rimborsi dell’auto”. Il presidente ha spiegato che la diffusione degli articoli avrebbe alimentato una spirale di commenti e accuse sui social network, sfociate – a suo dire – in insulti e diffamazioni.
Occhiuto ha inoltre rivendicato la correttezza del proprio operato, sottolineando di aver gestito negli anni miliardi di euro di risorse pubbliche e annunciando di aver già presentato centinaia di querele contro utenti ritenuti responsabili di diffamazione online.
Inchiesta rimborsi auto Occhiuto: lo scenario politico e giudiziario
Il trasferimento degli atti alla Procura di Roma rappresenta un passaggio tecnico legato alla competenza territoriale, ma mantiene alta l’attenzione politica e mediatica sulla vicenda.
Sul piano giudiziario, sarà ora la magistratura romana a valutare gli elementi relativi alla presunta truffa sui rimborsi auto. Sul piano politico, il presidente ribadisce la volontà di proseguire il proprio mandato, definendosi “una persona per bene” e invitando a concentrarsi sui problemi della Calabria.
La vicenda si inserisce in un quadro già delicato per l’amministrazione regionale, tra inchieste giudiziarie e tensioni nel dibattito pubblico, con un impatto significativo anche sul confronto politico nazionale






































