Il laboratorio "fantasma" Nhaccp di Verbicaro cerca nuovi gestori

L'esecutivo ha deliberato per l'affidamento in gestione con il "nulla osta tacito” dei comuni di Aieta, Orsomarso, Papasidero, Santa Maria Del Cedro, Praia a Mare



VERBICARO – 15 nov. 22 - Lo avevano denominato il “Laboratorio fantasma” perchè, di fatto, non ha mai operato. Si tratta di un laboratorio per le analisi, in termini tecnici indicato come “Laboratorio Nhaccp”, presentato nel 2018 come “inedita esperienza mondiale”, dopo pochi mesi se ne sono perse le tracce. Sulla questione si era registrato l'interesse della Federconsumatori Calabria, ma c'era stata anche una richiesta di accesso agli atti da parte dei consiglieri di opposizione Felice Amoroso e Arturo Riccetti. Adesso c'è un atto ufficiale della Giunta comunale con a capo il sindaco Francesco Silvestri. Lo scorso 11 novembre, l'esecutivo comunale ha deliberato per l'affidamento gestione funzionale ed economico del laboratorio chimico fisico, sito in località San Francesco nell’edificio sede di Calabria Verde, in pratica, l'ex comunità montana.



LA VICENDA

Il contratto di appalto, risale al 15 giugno 2015, quando si avviava la costruzione e gestione funzionale ed economica di un laboratorio chimico fisico, realizzato con i fondi “Saperi, reti e nuove ruralità; Por Calabria Fesr 2007/2013”. L'aggiudicatario della gara è stata la fondazione istituto tecnico superiore per le tecnologie innovative per i beni e le attività culturali in acronimo, Fondazione Its Bact, con sede in Vico Equense, in provincia di Napoli. Il 22 giugno del 2020 la fondazione ha comunicato la volontà di lasciare la gestione del laboratorio chimico fisico. E lo scorso 21 febbraio di quest'anno è avvenuta la riconsegna dei locali presso la sede di Calabria Verde in Contrada San Francesco. A prescindere dal voler capire se in questo periodo la struttura rimasta inefficiente sarebbe invece potuta servire per altre attività o ad altra azienda, adesso, la giunta comunale ritiene di dover procedere al nuovo appalto della gestione, fra l'altro, dopo avere acquisito “il nulla osta tacito” dei comuni facenti parte del partenariato: Aieta, Orsomarso, Papasidero, Santa Maria Del Cedro, Praia a Mare. Tutto questo risulta secondo gli atti della giunta verbicarese in una nota del 14 ottobre scorso. A questo punto, l'amministrazione Silvestri ha deliberato di appaltare la gestione funzionale ed economica del laboratorio chimico fisico, per la realizzazione del processo Nhaccp: “resosi libero a seguito del rilascio da parte del precedente gestore Istituto Controllo Qualità Nhaccp”.



IL DOCUMENTO DELL'AMMINISTRATORE

In un documento, datato 3 ottobre 2019 ed è inviato al comune, dal presidente del consiglio di amministrazione della società “Istituto controllo qualità Nhaccp”, costituita ad hoc per il bando che prevedeva la concessione per la progettazione, la costruzione e la gestione funzionale ed economica di un “laboratorio chimico-fisico per la realizzazione del processo Nhaccp” si leggeva: “con grande dispiacere ed amarezza, comunico che è tassativamente intenzione dell'istituto che rappresento di lasciare la gestione del laboratorio di ricerca di analisi chimico-fisiche, allocato presso la struttura dell'Azienda Calabria Verde di Verbicaro, in contrada San Francesco. Tale decisione è intervenuta a seguito di un forte condizionamento ambientale che si è perpetrato negli anni 2017, 2018 e 2019 e che, inoltre, il partenariato istituzionale del progetto Pisl, denominato innovazione tecnologica: saperi, reti e nuova ruralità”, costituito dai comuni di Aieta, Orsomarso, Papasidero, Praia a Mare, Santa Maria del Cedro, Verbicaro, non ha fornito la necessaria interlocuzione per quello che veniva identificato come organo strumentale dello sviluppo rurale”.



IL MANCATO PROTOCOLLO SULLA LEGGE

La legge regionale considerava espressamente l'opportunità di un marchio regionale identificativo della dieta mediterranea italiana di riferimento. “Ad oggi – spiegava l'amministratore - la mancata adozione del protocollo attuativo della legge regionale sulla dieta mediterranea ed il mancato recepimento da parte dell'assessorato all'agricoltura regionale costituisce un reale ostacolo per l'avvio, la crescita e lo sviluppo del laboratorio di analisi chimico-fisiche”. Faceva rilevare Federconsumatori, che se fosse stato in funzione: “avrebbe concretizzato un apprezzabile obiettivo di valorizzazione del territorio e dell’intera regione ricca di prodotti della tradizione e dell’innovazione agricola previa l’attestazione delle loro caratteristiche nutrizionali nonché, del rispetto della normativa in materia di sicurezza e di salute per i consumatori. Insomma, avrebbe potuto essere fattore di vantaggio per una più ampia e qualitativa commercializzazione dei prodotti della terra e correggere eventuali modelli di produzione dannosi per i consumatori, l’ambiente ed i lavori occupati nel settore”.