Scalea: presunta gestione illecita di rifiuti fognari, scatta il sequestro e quattro denunce
- miocomune.tv

- 16 ore fa
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L'operazione dei Carabinieri Forestali in località Arenile a Scalea ferma un presunto sistema di smaltimento non autorizzato rivelando una gestione illecita di rifiuti fognari
30 gennaio 2026
A Scalea, un’operazione congiunta tra il Nucleo Carabinieri Forestali e la Guardia Costiera ha portato al deferimento di quattro persone per presunta gestione illecita di rifiuti. Durante un controllo in località "Arenile", le autorità hanno sorpreso gli operai di una ditta mentre sversavano reflui fognari, provenienti da un complesso turistico, direttamente nella rete comunale tramite un autospurgo che sarebbe risultato non autorizzato a tale scopo. L'intervento, spiegano, mira a tutelare la salute pubblica e il rispetto delle normative ambientali vigenti.
Il blitz dei Carabinieri Forestali: accertata gestione illecita di rifiuti
Il controllo è scattato all'interno di un'area demaniale situata in un noto complesso turistico. I militari hanno intercettato un automezzo adibito ad autospurgo intento a immettere reflui urbani domestici (di natura fognaria) in una vasca comunale dotata di pompe di sollevamento.
Sebbene la struttura ricettiva disponesse di un'autorizzazione allo scarico, precisano, la procedura utilizzata è stata giudicata illegale. Secondo quanto emerso, non si trattava di una gestione ordinaria degli scarichi, ma è stata ritenuta una vera e propria attività di movimentazione e gestione illecita di rifiuti liquidi effettuata tramite mezzo mobile, senza i titoli abilitativi necessari previsti dal Testo Unico Ambientale.
Sequestro e sanzioni: tolleranza zero per i reati ambientali
A seguito degli accertamenti, le forze dell'ordine hanno proceduto con misure rigorose per interrompere l'attività ritenuta illegale:
Sequestro penale dell'automezzo autospurgo utilizzato per il trasbordo.
Ritiro immediato della patente di guida per il conducente del mezzo.
Denuncia a piede libero per i tre operai presenti sul posto e per l’amministratore della ditta proprietaria del veicolo.
L'operazione si inserisce in un più ampio quadro di monitoraggio del territorio calabrese volto a prevenire l'inquinamento delle falde e del litorale, garantendo che lo smaltimento dei rifiuti segua filiere tracciabili e certificate. Si tratta di una prima fase di indagini.
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