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Estorsione e danneggiamento tre persone sono finite in carcere nel crotonese

Estorsione e danneggiamento tre persone sono finite in carcere a Roccabernarda in provincia di Crotone. Contestato il metodo mafioso


Estorsione e danneggiamento tre persone sono finite in carcere a Roccabernarda in provincia di Crotone. contestato il metodo mafioso

ROCCABERNARDA – 17 nov. 23 – Estorsione e danneggiamento, questa mattina, a Roccabernarda, i carabinieri della compagnia di Petilia Policastro (KR) e il personale della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Catanzaro hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro nei confronti di tre persone, tra i quali il reggente del sodalizio ‘ndranghetistico, attivo a Roccabernarda e nei comuni limitrofi, condannato in via definitiva per associazione di stampo mafiosa e attualmente ristretto al regime detentivo speciale, previsto dall’art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario

Per i tre soggetti il giudice ha ritenuto la ricorrenza della gravità indiziaria dei delitti, a vario titolo contestati, di “estorsione” e “danneggiamento” e “turbata libertà nella scelta del contraente”, aggravati dal cosiddetto “metodo mafioso”.



Si tratta di Antonio Santo Bagnato, condannato in via definitiva, e di Gianfranco Bagnato e Santo Lonetto. Nel medesimo contesto, è stata eseguita la misura patrimoniale del sequestro preventivo di 157.037,57 euro, nei confronti di uno degli indagati, titolare di una ditta di lavori elettrici del luogo, al quale sono stati sequestrati i conti correnti, intestati alla sua azienda, e il denaro, trovato nella sua disponibilità, fino al raggiungimento della citata cifra.

Le indagini, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e costituenti il naturale prosieguo di quelle, effettuate nell’ambito dell’operazione di polizia, denominata “Trigarium”, del luglio del 2018: sono state condotte dal novembre del 2018 all’agosto del 2020, mediante delle attività di captazione tecnica, dei servizi di osservazione, controllo e pedinamento, numerose acquisizioni documentali e l’analisi delle dichiarazioni, rese sia dalle persone offese che da 2 collaboratori di giustizia; hanno permesso di documentare, affidamenti da parte del suddetto Comune, dal 2009 al 2017, di 101 (centouno) appalti per la realizzazione dei lavori elettrici (a un valore complessivamente calcolato in 172.235,00 Euro) a una ditta del luogo, riconducibile a un soggetto appartenente al suddetto sodalizio, il quale aveva sostanzialmente ottenuto il monopolio dei citati interventi manutentivi.



Danneggiamenti aggravati nei confronti di alcuni privati cittadini, che avevano scelto delle altre società per l’esecuzione di alcuni lavori elettrici, come un docente di Santa Severina, il quale, a causa del diniego del pagamento del “pizzo” al capo Cosca per la costruzione di un oleificio, nel settembre del 2019, è stato vittima del taglio a scopo intimidatorio di 103 piante di ulivo. L’incendio doloso, verificatosi nell’aprile del 2015, di un furgone, intestato a una ditta individuale di Roccabernarda, operante nel settore dei lavori elettrici, e finalizzato a indurre il suo titolare a non partecipare alle gare per l’acquisizione di “commesse pubbliche” o ad accettare dei lavori dai privati. Gli elementi raccolti si sono basati su intercettazioni telefoniche e ambientali, sulle denunce delle persone offese, oltre che su riscontri connessi allo sviluppo di attività di osservazione e pedinamento. La polizia giudiziaria, all’atto della esecuzione della misura, ha effettuato perquisizioni personali e domiciliari.



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