Dal Nord al Sud, con due cavalli e un cane. A Scalea la tappa di Anna Maria Bosshard. - Video

La fantastica storia della giovane ragazza piemontese che ha deciso di fare un viaggio a cavallo di duemila chilometri, dal Nord al Sud dell'Italia



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SCALEA – 10 mar. 22 - Dal Piemonte alla Sicilia, duemila chilometri con due cavalli: Bamiro e Rhiannon e con una cagna maremma di nome, Sparta. Un'avventura d'altri tempi. Un'esperienza per pochi. La protagonista è una giovane donna, Anna Maria Bosshard, 23 anni, nata a Gorzegno, un piccolo paese in provincia di Cuneo, di origini svizzere-austriache. Doveva essere un progetto, è diventata un'avventura vissuta in giro per l'Italia, lungo strade secondarie, spiagge. Un percorso costruito giorno per giorno, raccontato sul blog “dalnordasud”, iniziato il 27 ottobre. Anna Maria ci rivela: da Napoli in giù ho incontrato tanta solidarietà ed ospitalità. Con i cavalli ed il cane è arrivata a Scalea. Ad accoglierla, Armando dell'Ippica Monteforte di Scalea, Gianluca Di Giorno, di Mary Lou, e un gruppo di giovani, tutti amanti dei cavalli. Una sorta di catena di solidarietà, di accoglienza, di amicizia. Questo è al momento il viaggio di Anna Maria giunto quasi a tre quarti del cammino. Dovrà raggiungere la Sicilia.


Attraversare lo stretto. Lì deciderà sul suo futuro. Abbiamo incontrato Anna Maria Bosshard, alla Mary Lou, ci ha voluto raccontare il suo “progetto”. Non potevamo non chiederle: perché?

«E' un sogno che ho da bambina. Viaggiare con il cavallo. Ho sempre detto a mia madre: mi muoverò sempre con il cavallo, non avrò mai un'automobile. Non è stato sempre così, però, ho programmato un viaggio del genere già da anni, preparandomi con piccole cose e poi con un secondo cavallo, più forte per portare i bagagli».

Ma c'è anche altro, alla base del progetto?

«Quattro mesi fa, avevo un fidanzato e un progetto in Sicilia. Volendo trasferire i miei cavalli dal Piemonte alla Sicilia, mi sono detta: colgo l'occasione e li sposto “a sella”. Con il ragazzo ci siamo lasciati ed il “progetto” in Sicilia è saltato per vari motivi. Sto facendo il viaggio così come avevo sempre sognato: viaggiando liberamente. Quando arriverò in Sicilia non ho idea di cosa farò».

La scelta del periodo. In questi mesi le temperature non sono delle migliori?

«Io ho sofferto molto nei miei spostamenti. I cavalli, però, sono stati bene e questo è importante. Durante il cammino devo trovare dell'erba e dell'acqua sempre disponibile. Sono attrezzata per potermi accampare in ogni momento. In estate avrebbe fatto troppo caldo per gli animali».

Nelle tue tappe hai trovato anche ospitalità, come per esempio nel caso di Scalea con l'ippica Monteforte?

«Dalla Campania in poi, sì. Al Nord pochissima ospitalità. Mi sono fermata da amici. Invece, qui al Sud ho avuto modo di incontrare tante persone disponibili per strada disposte ad aiutarmi, anche solo ad offrirmi un caffè. Questo al Nord non c'è».


Qual è l'esperienza più bella da raccontare, fino ad ora?

«Una sera, è passata un'auto. Con il conducente ci siamo messi a parlare, mi ha invitato ad una festa a casa sua e, proprio in strada, mi ha cantato una serenata napoletana, inventata al momento. Mi sono commossa».

Cosa ti aspetti dal passaggio in Calabria, sei solo all'inizio?

«Mi hanno detto che è bellissima. Io proseguo senza aspettative. L'itinerario è un po' casuale, ma adesso si è formata una vera e propria catena: amici che mi mandano da altri amici. Vado all'avventura, in maniera libera. E' questo lo spirito del viaggio».

Quanto sono lunghe le tue tappe?

«Faccio dai 20 ai 30 chilometri al giorno, al massimo arrivo a 40 km. Viaggio di giorno, se la tappa è più lunga, a metà mi fermo, scarico i cavalli per farli riposare e poi riparto. Per le strade dipende dal territorio. In Toscana è stato facile perchè ci sono molte strade bianche e comode; qui è un po' più difficile. A volte percorro le spiagge».

Cosa muove una ragazza così giovane a fare una scelta del genere?

«A me piace fare le esperienze vere. Volevo conoscere l'Italia, ma in questo modo, passando nei luoghi viaggiando molto lentamente. C'è la possibilità di gustare il meraviglioso paesaggio scorgendo ogni particolare».

Cosa ti porterai dietro dopo questo viaggio?

«Tantissime cose. Ho fatto tante esperienze, ho visto tantissime persone e il viaggio mi ha aperto la mente».




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