Crollo ponte Longobucco: la Corte dei Conti contesta un danno erariale da 4,5 milioni
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Ponte di Longobucco, quattro a giudizio per il crollo del viadotto Ortiano II: dalle indagini della Finanza emergono difetti progettuali gravissimi
11 febbraio 2026
La Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria ha citato a giudizio quattro soggetti per il crollo del ponte di Longobucco (viadotto “Ortiano II”), avvenuto il 3 maggio 2023. L'indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, punta a recuperare un danno erariale stimato in 4.789.765,79 euro. Sotto accusa il RUP, il Direttore dei Lavori e due collaudatori, ritenuti responsabili di una gestione progettuale e realizzativa che ha portato alla distruzione di un’opera strategica per il collegamento tra la Sila e la costa ionica. Il ponte era stato riaperto provvisoriamente ad agosto del 2023.
Le cause del crollo ponte Longobucco: il passaggio dalle fondazioni indirette a quelle dirette
Secondo i rilievi tecnici, il disastro non sarebbe stato un evento naturale inevitabile, ma la conseguenza di una precisa variazione del progetto. Sebbene il piano definitivo prevedesse fondazioni "indirette" su micropali di profondità, in fase costruttiva si è optato per fondazioni "dirette" poggiate sul terreno, proprio in corrispondenza dell’alveo del fiume. Questa scelta ha reso la struttura vulnerabile allo scalzamento delle pile durante la piena del torrente, causata dalle piogge del maggio 2023.
Responsabilità e danno erariale per il crollo ponte Longobucco
L'atto di citazione emesso dalla Procura, guidata dal Procuratore Regionale facente funzioni Dott. Giovanni Di Pietro, identifica responsabilità precise nella filiera del controllo. I quattro soggetti citati – il Responsabile Unico della Procedura, il Direttore dei Lavori e due membri della Commissione di collaudo – dovranno rispondere della perdita di oltre 4,5 milioni di euro di fondi pubblici, oltre alle spese di giustizia. L’opera faceva parte del IV lotto della Strada Statale Mirto-Longobucco-Sila, un’arteria vitale rimasta oggi monca a causa di quello che i periti definiscono un evidente difetto di progettazione.






































