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Caso "Smeco": la giunta di S. Maria del Cedro si prepara a chiedere il risarcimento

Nella lista figurano anche altri enti come la Regione, l'Arpacal, l'Azienda sanitaria



SANTA MARIA DEL CEDRO – 29 dic. 22 - Era stato già preannunciato, vista l'ultima sentenza di Cassazione, l'obiettivo dei comuni ricorrenti era quello di presentare richiesta di un giudizio civile per essere risarciti da eventuali e presunti danni all'ecosistema. La questione nasce dal processo denominato, come è noto, Smeco, dal nome della società che gestiva negli anni passati gli impianti di depurazione di diversi comuni. La Suprema corte di Cassazione, come è noto, ha accolto la tesi dell'avvocato penalista Lucio Conte. Lo scorso 27 settembre, come richiesto dal difensore dei 4 comuni ricorrenti, Santa Maria del Cedro, Tortora, Santa Domenica Talao e Verbicaro, la Cassazione ha disposto l’annullamento della sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili, con rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore in grado di appello. La Suprema Corte, ha ritenuto l’attribuibilità dei fatti illeciti tutti contestati agli imputati e ai responsabili civili con l’apporto causale di ciascun imputato, nonché in merito allo specifico contributo alla verificazione del disastro. I comuni, con l'avvocato Lucio Conte, si preparano ad una nuova vicenda giudiziaria che potrebbe portare al risarcimento per milioni di euro.



La giunta comunale di Santa Maria del Cedro, con a capo il sindaco Ugo Vetere, ha deliberato di approvare, la proposta di proporre giudizio civile vista la Sentenza della Suprema Corte di Cassazione Sezione Penale. La sentenza, si legge nella delibera di giunta comunale: “evidenzia la responsabilità degli imputati nella gestione del depuratore del comune di Santa Maria del Cedro; seppur alcuni reati, secondo la suprema Corte sono prescritti, questo non fa venir meno la responsabilità degli imputati e dei responsabili civili; la Suprema Corte ritiene che è necessario lo svolgimento di un nuovo giudizio, limitatamente alle statuizioni civili, nei confronti degli imputati, oltre che dei responsabili civili che vengono identificati in Smeco Lazio, Smeco Cosenza, Giseco Cosenza, Hidrobrutium e Arbela”.



Ma secondo l'esecutivo di Santa Maria del Cedro: “a parere del difensore dell'ente nei giudizi penali che si sono ad oggi tenuti è necessario agire civilmente anche nei confronti di: ministero dell’ambiente del territorio e del mare; ministero della salute; presidenza del consiglio dei ministri; regione Calabria; amministrazione provinciale di Cosenza; Arpacal Cosenza; giunta della regione Calabria; consiglio regionale calabrese; ambito territoriale operativo calabria 1, Cosenza; Azienda sanitaria provinciale di Cosenza; da identificarsi – si legge - quali responsabili civili dei quali già ne era stata richiesta la evocazione nel giudizio di primo grado tenutosi presso il Tribunale di Paola”.