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Caso Aieta, si ipotizza uno "spacchettamento" delle indagini nelle varie procure

Da definire le competenze territoriali. Nove i capi di imputazione indicati agli atti



CETRARO – 20 gen. 23 - Potrebbe essere frammentato, per una questione di competenze territoriali, il procedimento che vede quale principale indagato l'ex consigliere regionale, di Cetraro, Giuseppe Aieta. Insieme a lui, sono altri sette gli indagati che farebbero riferimento a competenze territoriali di altre procure. Se dovesse essere “spacchettato”, sarebbero coinvolti gli uffici giudiziari di competenza: Reggio Calabria, Cosenza, Castrovillari e Paola per quanto riguarda le Terme luigiane. Sono in tutto nove i capi di imputazione contestati: il primo riferito alla vicenda della Sateca e delle Terme luigiane con il coinvolgimento di Giuseppe Aieta, Dante Ferrari, Giuseppe Tucci e Mario Schiavoni. Tutti gli indagati, è bene precisarlo, sono da considerare innocenti fino a prova contraria. Il secondo capo, vede indicato il nome di Mario Schiavoni, quale dipendente della Sateca e “persona di riferimento nell'ambito aziendale di Dante Ferrari”.



Anche il terzo capo vede indicato il nome di Schiavoni, quale dipendente della Sateca, per un fatto relativo a rapporti con una dipendente e a presunte costrizioni di tipo elettorale. Aieta e Capalbo sono indagati per vicende legate a presunte promesse elettorali, come, per esempio, il rinnovo dell'assunzione nella struttura speciale. Aieta ed Emilio Morelli dovranno, eventualmente, chiarire su presunti accordi elettorali per le regionali 2020; e si guarda all'assunzione di Morelli nella struttura speciale regionale. Con Morelli c'è anche eventualmente da chiarire la questione legata al rapporto di “autista al 50%” della struttura speciale e le presunte attestazioni ritenute false rispetto alla tabella di trattamento economico accessorio. Aieta e Giovanni Pirillo, sindaco di Longobucco, risultano ancora indagati e devono fornire eventuali chiarimenti sulla stipula di un contratto di collaborazione con il gruppo Pd del consiglio regionale calabrese. “Atto contrario ai doveri di Ufficio in quanto la stipula del contratto era esclusivamente strumentale a soddisfare le esigenze personali ed elettorali e poiché posto in essere in assenza di qualsivoglia procedura selettiva tesa alla individuazione di idonei collaboratori”, si legge. In altro capo di imputazione vengono indicati quali indagti Aieta e l'imprenditore Franco Chiaradia di Corigliano Rossano su una presunta promessa elettorale. Ma anche per questo punto, evidenzia l'avvocato di fiducia di Aieta, Vincenzo Adamo, ci sono delle evidenti discrepanze fra i fatti accaduti, le date e i rispettivi incarichi.