Belvedere, rapine agli uffici postali: revocata la misura ad un indagato

Belvedere, indagato nelle indagini denominate "Mare" e "Hastile”, le rapine agli uffici postali del Tirreno: indagato in libertà. Accolte le richieste dell'avvocato Antonio Crusco




BELVEDERE – 2 ott. 21 - Ancora una nuova decisione legata all'indagine degli anni scorsi su una serie di rapine che hanno interessato l'alto Tirreno cosentino. L'attività dei carabinieri della compagnia di Scalea e dei colleghi di Paola, convenzionalmente denominata “Mace” e “hastile”, puntava a far luce su alcuni colpi messi a segno negli uffici postali. Uno, come si ricorderà, in concomitanza con la tappa sul Tirreno del giro d'Italia. Ieri, il Tribunale di Paola, ha revocato la misura cautelare ad un uomo di Belvedere Marittimo, R.C., su istanza proposta dall’avvocato penalista Antonio Crusco. R.C. È indagato in quanto avrebbe commesso, insieme ad altri soggetti, due rapine negli uffici postali della costa tirrenica cosentina: una in Diamante e l’altra ad Acquappesa. Protagonista dei colpi messi a segno, un attrezzo, “Mace”, la mazza, che sarebbe stata utilizzata per commettere le rapine ed infrangere i vetri degli uffici postali del Tirreno cosentino. Secondo la ricostruzione dei carabinieri ci sarebbe stata nella costa tirrenica cosentina una “banda” che avrebbe posto in essere una serie di rapine presso gli uffici postali: a Belmonte Calabro, il primo ed il secondo giorno di marzo 2018; a Belvedere Marittimo, il 18 aprile 2018; ad Acquappesa il 4 aprile 2018; a Diamante l’11 maggio 2018; a Guardia Piemontese il 15 giugno 2018.



Secondo l’accusa, nell’hinterland cosentino si sarebbe formata una vera e propria organizzazione, finalizzata alla commissione delle rapine negli uffici postali. In particolare, all’uomo di Belvedere Marittimo, R.C.,è stato contestato di aver commesso, insieme al altri, le rapine presso l’ufficio postale di Diamante; ed una rapina tentata presso l’ufficio postale di Acquappesa. La Procura di Paola, per R.C., eleva la grave accusa di aver commesso la rapina perché, sostanzialmente, “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso ed in concorso fra loro” avrebbero operato “al fine di procurarsi un ingiusto profitto”. Secondo la procura di Paola: “P.M. e R.C. quale autori materiali, e P.A. garantendo, già nelle fasi precedenti la rapina, il suo apporto consistito nel fornire la targa del mezzo utilizzato nella rapina e poi facendo da palo durante l’esecuzione della stessa, con violenza consistita nel colpire con una sbranca in ferro la porta blindata di accesso all’ufficio postale di Diamante”. Sono accusati di essersi impossessati della somma di circa 10.000 euro, con l’aggravante di aver agito in più persone riunite e col volto travisato. Per tali fatti varie persone sono state attinte dalle misure cautelari.



L’indagato di Belvedere Marittimo, R.C., era stato attinto dalla misura degli arresti domiciliari.

Il penalista, avvocato Antonio Crusco, aha avanzato in merito un'articolata istanza ed il giudice, in totale accoglimento delle argomentazioni del legale di fiducia dell’uomo, ha rimesso in libertà l’uomo, col solo obbligo della firma alla stazione dei carabinieri di Belvedere Marittimo. Ieri il Tribunale di Paola, in totale accoglimento della istanza dell’avvocato Antonio Crusco, ha revocato anche questa residua misura cautelare.