Belvedere, presunta violenza a scuola: insegnante indagato. Udienza dal Gup

Prime richieste, davanti al Gup, della difesa dell'insegnante dei Licei di Belvedere Marittimo



BELVEDERE – 18 nov. 22 - Prime richieste da parte della difesa dell'insegnante dei Licei di Belvedere Marittimo indagato per tentata violenza e molestie sessuali nei confronti di cinque studentesse. Ieri, il ritorno in tribunale davanti al Giudice per le udienze preliminari, Roberta Carotenuto, alla presenza del pubblico ministero, Maria Francesca Cerchiara. L'indagato è difeso dall'avvocato di fiducia Giorgio Cozzolino, mentre le cinque studentesse sono assistite dagli avvocati Francesco Liserre, Orsola Silvestri e Luigi Crusco. L'insegnante è tuttora sottoposto alla misura cautelare decisa in fase di indagini preliminari dal Gip che ha disposto la “sospensione dall’ufficio di insegnante”, con l’interdizione da tutte le attività per un periodo di 12 mesi; atto notificato lo scorso 25 gennaio. La denuncia-querela risale al 9 novembre 2021, mentre i fatti sarebbero accaduti tra il 2020 e il 2021.



La difesa dell'insegnante dei Licei ha fatto richiesta al Gup di oblazione per i reati riferiti alle presunte molestie; gli avvocati delle parti civili non si sono opposti a tali richieste. Il Giudice Carotenuto si è riservata di decidere, così come dovrà fornire risposta anche alla richiesta dell'avvocato Giorgio Cozzolino, in riferimento al reato contestato di tentata violenza sessuale, per il quale, il difensore di fiducia dell'indagato ha fatto richiesta di giudizio abbreviato. Alla prossima udienza di dicembre il Gup dovrà definire tutte le questioni emerse ieri. Le vicende oggetto di indagine e per le quali, bisogna ricordarlo, fino ad un eventuale ultimo grado di giustizia l'insegnante è da ritenere innocente, sarebbero accadute durante lo svolgimento delle lezioni, tenutesi presso il liceo scientifico, Tommaso Campanella, di Belvedere Marittimo.



Nel primo caso, la presunta tentata violenza sessuale sarebbe avvenuta quando l'insegnante “posizionandosi alle spalle” della giovane alunna l'avrebbe “costretta ad assistere in piedi la lezione, con violenza, consistita nel prenderla dalle spalle per tirarla a sé con forza”. Avrebbe posto in essere, secondo le accuse formulate: “atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la stessa a subire atti sessuali consistiti in toccamenti, evento non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volontà”, la giovane alunna si sarebbe spostata evitando il contatto con l'insegnante. L'episodio contestato risale al novembre dello scorso anno. In tempi diversi, vengono contestate, invece, le presunte molestie sulle quali adesso pende la richiesta della difesa dell'insegnante di oblazione che, come è noto, si tratta di un rito alternativo al giudizio penale mediante il quale, con il pagamento allo Stato di una somma di denaro prestabilita, si estingue il reato di natura contravvenzionale.