Avvistato il Grifone sui monti dell'Orsomarso, sul Pollino - Video

I volontari di "Gaia animali e ambiente" sperano che torni a nidificare



ORSOMARSO – 29 ott. 22 - La natura, spesso, riesce a riconquistare i propri spazi. C'è una bella notizia, confermata da Antonio Pappaterra che riguarda i monti dell’Orsomarso, in pieno Parco nazionale del Pollino, nella zona della riserva naturale orientata. Scrive Pappaterra: “Il re Grifone è tornato. Avvistato dopo anni dalla sua scomparsa nella area del Sud Italia, il più grande avvoltoio euroasiatico vivente. A segnalarne la presenza i volontari dell’associazione Gaia animali e ambiente della sezione di Orsomarso che durante una passeggiata esplorativa in località Scorpari e Simara hanno potuto ammirare il volteggio della prima colonia di Grifoni sui resti di una grande carcassa di bovino”. Il grifone è un avvoltoio, caratterizzato da testa e collo senza piume e zampe coperte di penne fino all'articolazione metatarsica.




A differenza di altri rapaci, come l’aquila e il falco, che possiedono artigli affilati ed appuntiti necessari per afferrare ed uccidere le prede, i grifoni non cacciando e cibandosi solo di animali morti hanno degli artigli che non gli permettono di sferrare attacchi. Antonio Pappaterra evidenzia: “Ritorna cosi il signore dei pascoli d’altura e delle montagne rupestri, il rapace più longevo e raro d’Europa, con un apertura alare di circa 2,8 metri domina le valli ed il cielo incantato dell’Orsomarso, nella maestosità dei paesaggi rupestri. Nobile guardiano dei pascoli d’altura, capace di volare fino a 6000 metri di altezza, l’avvoltoio compagno della morte, si nutre di carogne rilasciate prevalentemente dalla caccia dei grandi predatori come il lupo e dalle attività della pastorizia. Nidifica sulle torri rupestri delle montagne, un solo uovo, e vive in colonie di più avvoltoi stanziali”. «Ancora una volta, il territorio di Orsomarso – commentano i volontari di Gaia animali e ambiente - conferma di essere uno scrigno incontaminato di tesori da vivere e apprezzare per la sua naturale bellezza».


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