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Assoluzione Villa Caterina: smontate al tribunale di Paola le accuse di maltrattamenti

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  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Assoluzione villa Caterina, avvocati Costabile e Gaeta
Gli avvocati Costabile e Gaeta


29 gennaio 2026




Ieri, presso il Tribunale di Paola, il Giudice Napolitano ha pronunciato una sentenza di assoluzione piena nei confronti del titolare della Casa di Riposo “Villa Caterina” di Longobardi e di un operatore OSS. Entrambi erano accusati di reati gravissimi quali maltrattamento e abbandono di incapace ai danni di un'anziana ospite. La decisione mette fine a un calvario giudiziario iniziato nel 2017, restituendo onorabilità a una struttura d'eccellenza del territorio calabrese.



L’origine della vicenda giudiziaria a Villa Caterina

Il caso era scoppiato nel 2017 in seguito alla denuncia presentata dalla sorella di una ex ospite della struttura. Le accuse, che avevano scosso profondamente la comunità di Longobardi, dipingevano un quadro allarmante di presunta incuria e abbandono. I familiari, costituitisi parte civile, avevano richiesto risarcimenti ingenti, sostenendo che l'anziana fosse stata vittima di vessazioni e privazioni.

Tuttavia, il dibattimento processuale ha dimostrato una realtà diametralmente opposta. Nonostante la richiesta del Pubblico Ministero, che aveva invocato una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione, la strategia difensiva ha ribaltato l’esito del processo.



Assoluzione Villa Caterina: le prove della difesa

Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Alessandro Gaeta e Antonio Costabile per il titolare, e dall’avvocato Yvonne Posteraro per l’operatore, ha condotto indagini mirate che hanno evidenziato la gestione impeccabile della struttura.

Dalle evidenze emerse durante il processo, è stato provato che:

  • Gli ospiti sono sempre stati assistiti con professionalità e dedizione.

  • Gli standard di igiene e cura della persona sono stati mantenuti a livelli d'eccellenza.

  • L’ambiente di Villa Caterina è stato giudicato del tutto sovrapponibile a quello familiare.



La sentenza del Tribunale di Paola

Dopo la camera di consiglio, il Giudice ha riconosciuto la totale fondatezza delle tesi difensive. Per il reato di maltrattamenti (art. 572 c.p.), è stata pronunciata l'assoluzione piena, mentre per il capo d'imputazione relativo all'abbandono (art. 591 c.p.), è stato dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.



Il commento dei legali: "Nove anni di sofferenza"

Soddisfatti gli Avvocati Gaeta e Costabile, che hanno sottolineato come il processo abbia colpito duramente un imprenditore che "ama visceralmente il proprio lavoro".

è stata fatta luce su una vicenda torbida che ha visto coinvolti per 9 lunghi anni il nostro cliente e la sua azienda; un processo che non avrebbe mai dovuto iniziare, se solo fossero state svolte indagini più approfondite ed il P.M. avesse tenuto nella debita considerazione l’esito delle nostre indagini. Una persona come il nostro assistito, che ama all’inverosimile il proprio lavoro, ha sofferto moltissimo per le infamanti accuse ricevute, per cui non è escluso che saranno intraprese azioni legali nelle sedi competenti”.

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