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"Affari di famiglia", il sostituto Reale chiede 245 anni di reclusione per i 21 indagati

Aggiornamento: 11 lug

"Affari di Famiglia", processo abbreviato, arrivano le pesanti richieste del sostituto della Dda Anna Chiara Reale: 245 anni complessivi per i 21 imputati coinvolti nell'operazione del maggio 2023


"Affari di Famiglia", processo abbreviato, arrivano le pesanti richieste del sostituto della Dda Anna Chiara Reale: 245 anni complessivi per i 21 imputati coinvolti nell'operazione del maggio 2023

Paola, 9 luglio 2024 – Sono 21 le richieste di condanna per altrettanti imputati coinvolti nell'operazione convenzionalmente denominata “Affari di famiglia”, condotta principalmente sul medio e basso Tirreno cosentino, il sostituto Reale ha chiesto complessivamente 245 anni di reclusione per i 21 indagati. Tra i reati contestati a vario titolo figurano: associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, armi e droga. Complessivamente sono stati chiesti ieri 245 anni e 2 mesi di reclusione; 5 richieste di assoluzione relativamente ad alcuni capi di imputazione. Sono numeri pesanti quelli pronunciati ieri nell'aula bunker di Catanzaro dal sostituto procuratore della Dda Anna Chiara Reale.


Nonostante la richiesta del rito abbreviato, per alcuni, gli anni di reclusione richiesti arrivano anche a venti.

Evidentemente il sostituto Reale ha ritenuto molto gravi i reati contestati ed i vari episodi finiti nel voluminoso incartamento che contiene intercettazioni ambientali e telefoniche e tanto altro.

Le richieste più pesanti riguardano i componenti delle famiglie che avrebbero trainato gli “Affari” sulla fascia tirrenica anche trasportando ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, arrivando in alcuni casi ad intimorire.


Il sostituito ha individuato il reato ritenuto più grave ed ha operato l'aumento per la continuazione oltre alla diminuzione della pena di un terzo per il rito prescelto.


  • Per Fabio Calabria, di San Lucido, il sostituto procuratore Anna Chiara Reale ha chiesto 20 anni di reclusione e 50mila euro di multa;

  • per Pietro Calabria, di Paola, stessa richiesta: 20 anni di reclusione e 50mila euro di multa;

  • 20 anni di reclusione anche per Andrea Tundis di Paola, anche se per quest'ultimo è stata chiesta l'assoluzione per due capi di imputazione;

  • per Gianluca Arlia, di Paola, chiesti 18 anni di reclusione e 30mila euro di multa;

  • per Giuseppe Calabria, di San Lucido, 18 anni di reclusione e 30mila euro di multa;

  • per Eugenio Logatto, di Paola, conosciuto come “Geniu u Napulitano” 18 anni di carcere e 30mila euro di multa, chiesta l'assoluzione per due capi;

  • per Gabriele Molinaro, di Paola, il pm ha chiesto 16 anni e 6 mesi oltre a 25mila euro di multa, ma anche l'assoluzione per 4 capi di imputazione;

  • per Roberto Porcaro, di Cosenza, chiesti 15 anni di reclusione e 25mila euro di multa;

  • per Andrea Alò, di San Lucido, 12 anni di reclusione e 30mila euro di multa;

  • per Luciano Bruno, di Paola, 12 anni e 20mila euro di multa, oltre alla richiesta di assoluzione per due capi di imputazione;

  • per Emanule Tundis, di Paola, chiesti 10 anni di reclusione e 20mila euro di multa;

  • per Pamela Villecco, di Paola, chiesti 10 anni di reclusione e 20mila euro di multa;

  • anche per Giuseppe La Rosa, di Paola, sono stati chiesti 10 anni di carcere e 12 mila euro di multa; per Federica Tundis, di San Lucido, chiesti 8 anni di reclusione;

  • stessa pena richiesta per Davide Vommaro di San Lucido; per Raffaele Conforti, di San Lucido, 8 anni e 8 mesi, oltre a 26mila euro di multa;

  • per Eugenio Filippo, di Paola, 6 anni di reclusione e 18mila euro di multa; per Cristian Vommaro, di Paola, chiesti 5 anni di reclusione e 20mila euro di multa, oltre all'assoluzione da un capo di imputazione;

  • 4 anni di reclusione chiesti per Vincenzo Senatore, di Montalto Uffugo;

  • anche per Giovanni Vattimo, di Fuscaldo, chiesti 4 anni di reclusione e 18mila euro di multa;

  • oltre a 18mila euro di multa; per Luca Mandarino, 2 anni di reclusione.


Come si ricorderà, l'operazione è stata portata a termine il 9 maggio 2023 con 37 provvedimenti riferiti ad attività di spaccio di stupefacenti sul territorio. Diversi singoli episodi di narcotraffico sviluppati sul Tirreno cosentino nell'area a sud di Paola. Il provvedimento emesso reca la firma del Gip distrettuale di Catanzaro, Giuseppe De Salvatore, su richiesta dell'allora procuratore Nicola Gratteri, del sostituto procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e del pubblico ministero Romano Gallo. Le accuse, a vario titolo, sono relative ad una presunta associazione mafiosa che operava nell'ambito dei settori della droga, armi e del riciclaggio, riconducibile ai clan Tundis e Calabria attivi nell'area compresa tra Paola, Fuscaldo, San Lucido, Belmonte, Falconara Albanese e Longobardi. I delitti contestati sono l'associazione mafiosa, l'estorsione, la tentata estorsione aggravata, il trasferimento fraudolento di valori, la detenzione e il porto di armi e il traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana e hashish). In un caso si contesta l'acquisto di un quantitativo di 30 kg di marijuana al prezzo di 30.000 euro.


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