Tortora, impianto rifiuti speciali di San Sago: la Cassazione respinge il ricorso dell'azienda

Per proseguire, anche secondo la Corte di Cassazione è necessaria la valutazione di incidenza ambientale (Vinca). Lamboglia ringrazia Scorza e Cerbino


TORTORA – 29 set. 20 - Un nuovo punto a favore dell'amministrazione comunale di Tortora, sulla problematica dell'impianto per il trattamento di rifiuti situato lungo le sponde del fiume Noce e avversato dalla ex giunta del sindaco Pasquale Lamboglia. Il Consiglio di Stato si è pronunciato sull'appello proposto dalla ditta proprietaria dell'impianto respingendolo e condannando l’appellante alla rifusione, in favore del Comune, delle spese del grado di giudizio, liquidate in complessivi 5.000 euro. L'ultima questione che, di fatto, aveva bloccato la riapertura dell'impianto che, come è noto, tratta anche rifiuti speciali, si basava sulla necessità, tesi sostenuta dall'amministrazione del sindaco Pasquale Lamboglia, di ottenere la cosiddetta “Vinca”, la valutazione dell'incidenza ambientale, per poter procedere con l'attività.



“La sentenza del Consiglio di Stato – commenta l'ex sindaco Lamboglia - accoglie integralmente le censure che il comune di Tortora, magistralmente difeso dall'avocato Norina Scorza e dalla comandante della Polizia locale, Debora Cerbino, e tutte le associazioni ambientaliste e non solo, in primis Italia Nostra e Libera, hanno sempre sostenuto in merito alle lacune sull'originaria autorizzazione integrata ambientale. Anzi, come più volte ribadito in occasione della recente campagna elettorale, il lavoro "certosino" compiuto dalla dottoressa Cerbino su tutto il voluminoso fascicolo che riguarda "San Sago" ha portato alla scoperta di numerose incongruenze legate alle vecchie autorizzazioni sovracomunali ottenute da quell'impianto nel corso degli anni. Questo lavoro servirà certamente a rendere difficile l'ottenimento della Vinca e di nuove autorizzazioni. Insomma, restiamo vigili, tanto più se si pensa che, ancora una volta, il comune di Tortora in fatto di difesa ambientale è stato lasciato solo, perché anche in questa vertenza non si è costituita né la Regione Calabria, né la Regione Basilicata”.

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